Nella mattinata di lunedì 1° dicembre, una frana nel porto di Iparia, a Coronel Portillo (Ucayali), Perù, ha travolto e affondato due imbarcazioni fluviali, provocando dodici morti. Sei persone -tra le quali dei minori- sono rimaste ferite, e ci sono ancora trenta dispersi. Le barche appartenevano alle compagnie Transporte Deo Rigo e Transporte Rápido El Oriente. La prima era partita il giorno precedente da Pucallpa; era diretta alle comunità indigene di Caco Macaya, Cuiraca del Caco e Pueblo Nuevo del Caco, ed era in porto per sbarcare passeggeri e merci. Entrambe sono state colpite dall’improvviso arrivo di terra e detriti.
Secondo la Polizia Regionale di Ucayali, l’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 5:00 del mattino. Una delle imbarcazioni si stava preparando a salpare verso le comunità del bacino fluviale quando una frana l’ha spinta sul fondo del fiume. Tra i passeggeri, stando a quanto riferito, c’erano minori, insegnanti e anziani. Il Centro Sanitario di Iparia ha prestato immediatamente soccorso ai feriti, e le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso.
Frana in Perù, il racconto di un sopravvissuto
Il Centro Nazionale per le Operazioni di Emergenza (COEN) ha riferito che l’incidente è stato causato dall’erosione delle rive del fiume Ucayali e ha pertanto richiesto l’immediato supporto delle autorità per rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso.
Uno dei sopravvissuti ha raccontato il momento del crollo. «Il burrone ha ceduto mentre stavamo portando via le nostre cose da Iparia. Qualcosa di grosso è caduto ed è affondato. L’altra sponda l’ha colpito e noi siamo affondati. In un attimo, nemmeno un minuto, tutto era sparito» ha spiegato, visibilmente preoccupato per il nipote, ancora disperso.
Federica Checchia





