Almeno diciotto persone migranti hanno perso la vita nel naufragio di un gommone a sud di Creta. Una nave mercantile turca l’aveva notato mentre era già parzialmente affondato a sud dell’isola di Chrisi, e aveva segnalato l’accaduto alla Guardia costiera greca. Le persone a bordo dell’imbarcazione erano all’incirca venti: due sono state soccorse e condotte nella città costiera di Ierapetra.
Secondo la tv Ert, i corpi sarebbero stati rinvenuti all’interno del gommone, che stava imbarcando acqua ed era sgonfio. Il sindaco del porto cretese di Ierapetra, Manolis Frangoulis, ha dichiarato: «L’imbarcazione su cui viaggiavano i migranti era sgonfia su due lati, il che ha costretto i passeggeri a stare in uno spazio ridotto».
Naufragio al largo di Creta: le operazioni di salvataggio sono terminate
L’operazione di salvataggio è andata avanti per ore. Erano coinvolti una nave e un aereo dell’agenzia europea per le frontiere Frontex, un elicottero e tre navi mercantili. Secondo la Guardia Costiera, non ci sono altri dispersi, e non sono emerse prove di altri occupanti.
Non si conosce ancora la provenienza del gommone, né cosa sia successo di preciso. Generalmente, questo genere di viaggi compiuti dalle persone migranti è più frequente nella stagione estiva, quando le condizioni climatiche sono più favorevoli per la navigazione. Nella zona in cui il naufragio è avvenuto, tuttavia, i venti sono sempre piuttosto forti.
Federica Checchia





