Dal 1° gennaio, i diritti d’autore di Betty Boop e Pluto sono scaduti, rendendo i due personaggi di pubblico dominio. Entrambi, infatti, sono nati nel 1930; la legge statunitense protegge il copyright di un’opera per un massimo di novantacinque anni dalla sua creazione (in Europa si ferma a settant’anni). Dall’inizio del 2026, dunque, è possibile servirsene senza dover chiedere autorizzazioni o pagare licenze, come già accaduto, qualche anno fa per Braccio di Ferro, Winnie The Pooh e Topolino.

Occorre precisare, tuttavia, che la legge fa riferimento al dirito d’autore, ma non al marchio. Se, dunque, qualcuno vorrà vendere gadget che raffigurano il simpatico cagnolone Disney, potrà farlo. Non potrà, però, spacciarli per prodotti originali. Prossimamente, a perdere le loro protezioni saranno altre “celebrità” dell’animazione occidentale, tra cui Pippo (2028), Paperino (2030), gli eroi DC Superman e Batman (1934 e 1935), e alcuni tra i protagonisti dei Looney Tunes, come Tom e Jerry e Bugs Bunny, tutti nel 2036.

Betty Boop, Pluto e quel compleanno condiviso

Pluto
Pluto è al fianco di Topolino dal 1930

I Fleischer Studios, la società di animazione dei fratelli Max e Dave Fleischer, per un breve periodo diretta rivale di Walt Disney, crearono Betty Boop nel 1930. La sua primissima apparizione risale al cortometraggio Dizzy Dishes, e aveva delle sembianze diverse. Nella sua versione definitiva, le fattezze del personaggio ricordano i tratti della cantante Helen Kane, nota per il disco del 1929 Boop-Oop-a-Doop Girl. Nel tempo, Betty divenne un’icona nell’immaginario dei Roaring Twenties, per poi fare una comparsata nel cult movie del 1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit, in cui si sente in competizione con la ben più provocante Jessica Rabbit.

Per qualche strano motivo, Pluto, il fedele cane di Topolino, è l’unico animale di Topolinia e Paperopoli a non parlare o camminare in posizione eretta. Quando debuttò, in un corto del 1930, il suo nome era Rover, e apparteneva a Minnie; solo l’anno successivo il prototipo raggiunse la versione che conosciamo, e divenne l’inseparabile compagno d’avventure del topo più famoso del mondo.

Federica Checchia