23 miliardi di miliardi di joule, ovvero l’energia consumata dall’economia mondiale in 37 anni. Questo è quanto dimostra che il 2025 è stato l’anno in cui le temperature degli Oceani hanno raggiunto un nuovo record. Secondo uno studio internazionale, che ha coinvolto più di 50 ricercatori, nell’anno appena trascorso i mari hanno immagazzinato più calore che in qualsiasi altro anno dall’inizio delle misurazioni.

Temperature degli Oceani da record: dato più alto raggiunto nel 2025

Lo studio, pubblicato dalla rivista Advances in Atmospheric Sciences, ha visto partecipare l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Bologna. Nello studio sono contenuti i dati, analizzati dai ricercatori, appartenenti a 31 istituzioni di tutto il mondo. A capo dello studio ci sono Yuying Pan e Lijing Cheng dell’Istituto di fisica atmosferica dell’Accademia Cinese delle Scienze. Gli studiosi, nell’articolo pubblicato, confermano che il contenuto di calore degli oceani sta continuando a crescere costantemente: infatti, negli ultimi nove anni è stato toccato il nuovo record.

Tuttavia il riscaldamento non avviene in maniera uniforme. Infatti, le zone che si stanno scaldando più velocemente includono l’Atlantico meridionale, il Pacifico settentrionale, l’Oceano Antartico e le aree dei tropici. Il calore immagazzinato dagli oceani è importante perché fornisce uno dei migliori indicatori del cambiamento climatico a lungo termine. Mentre la temperatura media annuale della superficie del mare risulta, per il 2025, leggermente inferiore rispetto ai due anni precedenti: tra le cause, la transizione che è avvenuta da El Niño, (che provoca il forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-meridionale), a La Niña, (che comporta invece il raffreddamento di quelle zone).

Sappiamo infatti che le temperature della superficie del mare sono particolarmente importanti, influenzando il meteo globale. Quando sono più elevate favoriscono piogge più intense, cicloni tropicali e inondazioni. Inoltre, le acque globali assorbono più del 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra, rendendole il principale serbatoio di calore del sistema climatico. Senza dimenticare che l’aumento del calore oceanico provoca anche l’innalzamento del livello globale dei mari e, favorendo la crescita del calore e l’umidità nell’atmosfera, intensificando e prolungando le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi.

Marianna Soru