Dal nome può sembrare una manovra che solleva il pesante carico di chi sceglie (o è costretto) a occuparsi di persone fragili, molto spesso anziane e malate. Ma nella realtà dei fatti si tratta dell’ennesimo bonus, un minimo aiuto, sia in termini economici che pratici, per chi sacrifica la propria vita per coloro che non sono più autosufficienti. La manovra prevede, tuttavia, dei criteri di riconoscimento anche dei giovani che spendono parte del loro tempo alle cure di famigliari.

Ddl caregiver, a chi spettano i 400 euro di bonus

Nel Ddl si legge che la tutela economica sarà garantita esclusivamente ai familiari conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali (quindi 13 ore al giorno) ma solo se hanno un reddito non superiore a 3mila euro annui e un Isee non superiore ai 15mila euro. Queste categorie potranno ricevere un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente. Un compenso misero e che non tiene conto dell’impegno e dei costi economici della vita media, perché occuparsi di una persona fragile è un vero e proprio lavoro che non conosce malattia o ferie.

Per quanto riguarda invece i più giovani, questi potranno richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura. Gli studenti potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedere riconosciuta l’esperienza di cura come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Più tutele anche per i caregiver riconosciuti: potranno avere il diritto al congedo parentale se chi deve essere assistito è un minore di 18 anni. Prevista anche la possibilità di ottenere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro. Inoltre, è previsto anche un supporto di tipo psicologico (ma ancora non è specificato in che modalità); la modifica dell’orario di lavoro sulla base delle proprie esigenze.

Previsto anche un accesso più diretto al lavoro da casa e il riconoscimento delle competenze acquisite con le cure, così da essere qualificati anche dal punto di vista professionale come operatori nel campo socio-sanitario. Per essere riconosciuti caregiver l’impegno deve essere mediamente di 10 ore al giorno: difficilmente questo è compatibile con un lavoro di 40 ore a settimana.

Marianna Soru