Liza Minnelli ha pubblicato nuova musica per la prima volta in tredici anni, ma la canzone ha una particolarità che ha fatto storcere il naso a molti: ha infatti aggiunto la propria voce a una traccia dance creata dall’intelligenza artificiale. Il brano, Kids, Wait Til You Hear This -che è anche il titolo del suo prossimo memoir- è un’inaspettata incursione nella deep house per l’artista, assente dal mercato discografico dal 2013, quando si esibì in un episodio della serie televisiva Smash.
Sulla sua pagina Facebook, la superstar ha definito l’azienda dietro il brano, ElevenLabs, come «un colosso della techno da sei miliardi di dollari che fa cose incredibili… Cosa non permetterò a questa grande azienda di fare? Creare, clonare o copiare la mia voce!… Abbiamo usato arrangiamenti basati sull’intelligenza artificiale. Non voci basate sull’intelligenza artificiale…Le “urla” sono tutte mie!».
In un comunicato stampa di presentazione del singolo, ha dichiarato: «Ho sempre creduto che la musica sia una questione di connessione e verità emotiva. Ciò che mi interessava qui era l’idea di usare la mia voce e nuovi strumenti al servizio dell’espressione, non al suo posto. Questo progetto rispetta la voce dell’artista, le sue scelte e la sua proprietà. Sono cresciuta guardando i miei genitori creare sogni meravigliosi che appartenevano ad altre persone. ElevenLabs permette a chiunque di essere creatore e proprietario. Questo è importante».
Liza Minnelli e Art Garfunkel apprezzano l’intelligenza artificiale, gli altri artisti no
Il brano fa parte di una compilation di altra musica creata o modificata dall’intelligenza artificiale, e Art Garfunkel è tra gli altri artisti presenti. Il suo brano Authorship contiene un estratto parlato dalle sue memorie What Is It All But Luminous, in omaggio a suo padre, con un accompagnamento di pianoforte basato sull’intelligenza artificiale. «La musica si è sempre evoluta di pari passo con la tecnologia, dai microfoni alla registrazione multitraccia», ha detto il cantautore. «Ciò che mi ha colpito di questa esperienza è stato il rispetto per la musicalità. L’essere umano rimane al centro. La mia voce, unita alla tecnologia, apre semplicemente un’altra porta».
L’entusiasmo con cui la coppia ha accolto l’intelligenza artificiale è in netto contrasto con altri nel settore. Il rischio, secondo molti artisti, da Ed Sheeran a Paul McCartney, è che la musica generata dall’intelligenza artificiale possa compromettere l’impiego dei musicisti umani e imitare il lavoro di altri senza compensarli adeguatamente.
Federica Checchia





