Roberta Tagliavini si è sposata giovanissima, a soli 15 anni, e ha divorziato nel 1972. “Il mio primo matrimonio era una prigione. Mi sono sposata a 15 anni perché speravo di avere finalmente una famiglia unita, ma ero l’ultima ruota del carro. Mi sono ribellata” racconterà la mercante d’arte a FanPage. Dalle prime nozze nacque la figlia Malena Mazza; successivamente Roberta si risposò con il produttore discografico Alberto Martinelli (scomparso nel 2017), con il quale ebbe il secondogenito Mattia, nato nel 1975.

Nella sua biografia «La Mercante di Brera» ripercorre gli inizi non facili: è stata una self-made-woman.
«Non ho avuto una famiglia modello. Con mio padre avevo un pessimo rapporto: andava a donne, non mi ha mai comperato nulla, tranne un abito a quadri cucito dalla sua amante. Mia mamma mi tagliava i capelli corti perché stando sempre in mezzo alla strada temeva che potessi attirare i malintenzionati».

La storia di Roberta Tagliavini, chi era il secondo marito

Diventa madre a 17 anni ma qualcosa nel suo matrimonio non funziona e così si separa per divorziare appena possibile con la legge del 1970.

«Ho conosciuto mio marito a 13 anni, il giorno di Pasquetta al picnic di San Luca, una tradizione della Bologna più popolare. Lavorava nella ditta del padre che faceva casse da morto e gambe di legno: una famiglia di intagliatori, mi fecero un pennino a forma di bara che portai a scuola. La professoressa si spaventò moltissimo. Ci siamo sposati che avevo 16 anni, abbiamo avuto nostra figlia a 18. A 22 anni ero già separata».

Il secondo marito di Roberta Tagliavini lavora come ufficio stampa per Clan Celentano, la mitica casa discografica del cantante. Fra loro scatta il colpo di fulmine e decidono di trasferirsi a Milano.

Da quel momento inizia un periodo ricco di aneddoti da far invidia a uno sceneggiato televisivo (è stata forse la prima donna direttrice commerciale di una fabbrica di trattori). Nell’agosto del fatale 1970 incontra il secondo marito, Alberto Martinelli. «Mi sono separata a maggio e ad agosto sono andata in vacanza a Riccione: lì ho incontrato Alberto. A novembre sono venuta a vivere a Milano». «Avevo sempre avuto la passione: a Milano trovai uno spazio su strada alla galleria di piazza San Babila con una socia. Mio marito era a contatto con l’ambiente artistico, viveva in via Gluck con l’autista di Celentano: grazie al passaparola i cantanti arrivavano da tutta Italia. Conobbi Al Bano che era fidanzato con la figlia del proprietario del Dollaro, dove faceva il cameriere. Aveva un bel viso e personalità, alle donne piaceva».

«Sono stata sposata con Alberto 55 anni (Martinelli è morto qualche anno fa, ndr.) e il nostro è stato un rapporto speciale. Eravamo complici senza costrizioni e oppressioni». Nel frattempo in lei si fa strada l’idea di aprire un negozio di complementi di arredo a Milano, in piazza San Babila. Negli anni Ottanta si sposta a Brera, dove nasce “Robertaebasta”. È allora che, sviluppando il suo incredibile intuito per le tendenze nell’ambito dell’arredamento, il suo nome inizia a fare il giro del mondo