Saranno tre le giornate cinematografiche dedicate al biopic che celebra uno dei più grandi artisti del panorama musicale italiano. Dopo l’anteprima tenutasi lo scorso 22 gennaio a Milano, Franco Battiato. Il lungo viaggio, arriva nelle sale cinematografiche il 2, 3 e 4 febbraio 2026 come evento speciale per Nexo Studios.
Il film diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta è coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures. Dopo l’uscita in sala è stata annunciata anche la trasmissione in prima serata su Rai 1, con la data indicativa di domenica 1 marzo 2026, oltre alla disponibilità su RaiPlay. Il progetto è stato realizzato con il supporto della Fondazione Franco Battiato ETS, a garanzia di un racconto rispettoso e autentico.
Il cast e il vero “lungo viaggio” di Battiato, quello interiore
Dario Aita è Franco Battiato nel primo biopic che segue il lungo viaggio- geografico e interiore- che negli anni Settanta porta a Milano un giovane e appassionato siciliano, esplorando i momenti cruciali del suo cammino verso il successo e accompagnandolo fino al ritorno nell’amata terra d’origine. Il racconto di un viaggio interiore in cui la spiritualità diventa una ricerca sempre più consapevole e intrecciata con incontri umani e intellettuali significativi. Dalla sperimentazione radicale alle serate con Giorgio Gaber e Ombretta Colli fino al successo pop. L’amicizia con Fleur (Elena Radonicich), il rapporto con la madre (Simona Malato), l’incontro con Juri Camisasca (Ermes Frattini) e Giuni Russo (Nicole Petrelli), lo storico sodalizio con Giusto Pio (Giulio Forges Davanzati). Nel cast anche Anna Castiglia e la partecipazione straordinaria di Joan Thiele. Le musiche originali sono firmate da Vittorio Cosma con Giuvazza Maggiore.
Oltre ogni forma di celebrità e lontano dal gossip, il centro del vero viaggio rimane l’intima ricerca del sé interiore. Il film ci accompagna lungo l’evoluzione umana e artistica del maestro, mostrando come l’inclinazione verso filosofia, spiritualità e sperimentazione musicale abbiano plasmato ogni opera, così come la sua visione della vita e del mondo.
La cripticità di Franco Battiato.
Per tutti i 120 minuti del biopic resta una domanda sospesa: chi era davvero Franco Battiato? La cripticità d’altronde ha da sempre contribuito ad alimentare il suo fascino. Il cantautore è spesso definito criptico, enigmatico, a volte persino incomprensibile. Eppure, la sua non è una cripticità fine a se stessa, ma piuttosto il riflesso coerente di una visione del mondo complessa, stratificata, spirituale e profondamente colta. Capire Battiato significa accettare che non tutto può essere immediatamente decifrabile, perché il senso — come nella vita — spesso emerge solo col tempo. Non offre risposte semplici perché non crede in una realtà semplice. E forse è proprio per questo che, a distanza di anni, le sue canzoni continuano a parlarci: non perché le abbiamo capite una volta per tutte, ma perché continuano a farci domande. Lo stesso Dario Aita dichiara che raccontare un personaggio che è realmente esistito significa accettare un limite preciso: non lo si può spiegare, ma solo attraversare.
Nel trailer del film Franco Battiato si dichiara “un fantasma post-apocalittico venuto dal futuro”: una presenza che attraversa il tempo, più che abitarlo, lasciando tracce, intuizioni e domande irrisolte. Proprio come ogni tentativo di afferrare chi fosse realmente.
Valeria Devardo





