Musica

Franco Battiato, le canzoni più belle del Maestro

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Il 18 Maggio dello scorso anno ci ha lasciato il Maestro Franco Battiato. Una perdita inestimabile per l’intero movimento musicale italiano ed internazionale. Le sue canzoni, il suo modo di scrivere, hanno ispirato, ed ispirano tutt’oggi, moltissimi musicisti. In questo articolo abbiamo fatto una selezione dei brani del cantautore siciliano… è stata dura! Battiato ha frequentato più generi e questo rende difficile, e affascinante allo stesso tempo, la compilazione di questa lista. Tuttavia ne abbiamo scelte alcune che, secondo me, racchiudono qualcosa di profondo e ci permettono di conoscere l’uomo Battiato. Abbiamo inserito solo quelle che ci sono venute in mente… Come sempre vi consigliamo di leggere ed ascoltare!

Franco Battiato: le canzoni spirituali

E ti vengo a cercare

Un brano stupendo! Un pezzo che richiede un ascolto attento. Infatti sembra una canzone d’amore, ma in realtà è il raccontare il rapporto con Dio, il bisogno dell’uomo di relazionarsi al prossimo perché non sa stare da solo. L’uomo è un animale sociale (Aristotele).

La cura

Per molti al primo posto delle canzoni più belle di Franco Battiato. Pubblicata nel 1996 e diventata subito il capolavoro del cantautore siciliano. Scritta insieme a Manlio Sgalambro, ha vinto il doppio disco di platino con oltre 60.000 copie vendute. Questa canzone ha dato adito a diverse interpretazioni, ne citiamo due: la prima dice che questo pezzo è una dedica alla persona amata. Parla dell’amore nel senso più alto, solo grazie all’amore con la A maiuscola, si può guarire e arrivare alle stelle. L’altra interpretazione che ci piace citare e che ci trova più d’accordo, vuole che questo meraviglioso pezzo, sia una celebrazione dell’uomo o della donna: un amore sconfinato verso se stessi. Una sorta di chiacchierata interiore tra il cuore e la mente.

Centro di gravità permanente

Una delle canzoni che ha portato al grande successo Franco Battiato. Questo pezzo viene spesso ricordato per il balletto del cantante nel video promozionale, ma come spesso accadde, è molto più di questo. Il testo fa riferimento al senso di smarrimento, in apparenza, basato su immagini casuali. Il “centro di gravità” è il luogo dell’intimità, quel centro dove tutti noi speriamo di trovare la stabilità. Solo lì il tempo si ferma e si può osservare la realtà che ci circonda in terza persona.

Segnali di vita

Questa canzone ci rapì il cuore definitivamente nel 2001, quando i Bluvertigo e Max Gazzè, ne suonarono una splendida versione agli Italian Music Awards. Un altro brano che potrebbe essere un inno al progresso spirituale e al cambiamento interiore. Una canzone speranzosa e di grande apertura nei confronti del futuro. Battiato sottolinea che nella realtà che viviamo e nei gesti quotidiani che compiamo, possiamo intravedere dei segni. Basta cogliere solo queste “meccaniche celesti”.

Voglio vederti danzare

Questa canzone racchiude tutta l’ironia menefreghista con cui Battiato nascondeva, all’interno dei suoi brani, un universo sterminato di informazioni e mondi, inaccessibile ai più. Volutamente il Franco ha sempre voluto nascondere questi mondi spirituali, come? Utilizzando motivetti orecchiabili e dall’apparente leggerezza. E’ il caso proprio di questo brano, dove la maggior parte della gente si ferma a danzare intorno alla stanza. Per chi ha buon orecchio, invece, si parte per un viaggio che ci porterà alla scoperta di etnie e tradizioni antichissime. Un percorso che ha come filo conduttore la danza, inteso come linguaggio universale del corpo e dello spirito, un mezzo per entrare in contatto col divino o più semplicemente usato per convivialità. L’arrangiamento è composto su una base elettronica che pian piano diventa un suggestivo valzer viennese.

Franco Battiato, le canzoni figurative

La stagione dell’amore

Con uno stile molto vicino alla ballata pop, questo pezzo racconta il trascorrere inesorabile del tempo e delle stagioni che si susseguono in una gara scandita dall’amore e dai sentimenti. Franco Battiato ci invita a cogliere tutto ciò che la vita ci presenta di fronte con leggerezza. Battiato ci invita a sorprenderci delle piccole cose, di non smettere mai di emozionarsi e, soprattutto, a non avere rimpianti. Il Maestro ci consiglia di non rimuginare troppo sul passato, ormai andato e irrecuperabile. Una frase da tatuarsi? “Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore. Nuove possibilità per conoscersi. E gli orizzonti perduti non si scordano mai.”

Prospettiva Nevskj

Ancora una delle migliori canzoni di Franco Battiato. Stavolta il cantautore di Noto si cimenta in un brano molto figurativo, infatti ascoltandolo ci troviamo davanti alle scene cantate dal cantautore siciliano. La Prospettiva Nevskj è il corso principale di San Pietroburgo, quindi siamo in Russia, nell’epoca immediatamente successiva alla rivoluzione d’ottobre del 1917. In questi anni era ancora in corso la guerra civile in molte repubbliche dello sterminato paese ex impero russo. In quel periodo erano in corso elementi di libertà in economia, nella società civile, nelle arti e c’era anche uno spazio per l’iniziativa individuale, pur se sempre sotto il controllo del partito bolscevico al potere. E’ in questo periodo che operano nella letteratura Bulgakov, nel cinema e nella fotografia Ejzenštejn, Dovcenko, Dziga Vertov, nella musica Prokofiev e Shostakovich e il futurista russo Majakovskij ed il suo gruppo. Un periodo che si concluse con la prematura morte di Lenin e la presa del potere di Stalin.

Bandiera bianca

Fu il primo grande e indiscusso successo commerciale di Franco Battiato e consentì l’affermazione presso il grande pubblico della sua proposta artistica. Il titolo prende spunto da “L’ultima ora a Venezia” di Fusinato, poi vengono citati e/o criticati: Bob Dylan, Alan Sorrenti, il consumismo, i politici che pensano ai loro interessi invece di pensare ai cittadini, la pubblicità, gli intellettuali che ascoltano solo musica colta, i film dell’orrore, il terrorismo e la violenza e le canzonette pop usa e getta. Battiato sembra quasi volersi arrendere, sventolando la bandiera bianca, a tutto questo sfaldamento della nostra società.

I treni di Tozeur

Una delle canzoni più eleganti ed evocative del Maestro. Addirittura fu portata in gara all’Eurovision nel 1984 insieme ad Alice. Allora non c’era l’usanza di far partecipare i vincitori del Festival di Sanremo: Alice si era aggiudicata la partecipazione alla kermesse europea grazie alla vittoria del programma televisivo Azzurro dell’anno prima, con “Chanson Egocentrique”, altro pezzo scritto con Battiato. Il duo italiano si piazzò al quinto posto e fu un grande successo in tutta Europa. Il titolo si riferisce al fenomeno della “fata morgana” che è possibile osservare nella cittadina tunisina di Tozeur, una delle prime oasi del deserto del Sahara, grazie alla presenza di un lago salato che crea un effetto di rifrazione che produce miraggi nei viandanti: se un tempo si vedevano le carovane, oggi si guardano passare i treni.

La canzone profetica di Franco Battiato: Zai Saman

Chiudiamo la carrellata delle più belle canzoni di Franco Battiato con questo brano che si trova nell’album “Fisiognomica” del 1988. Questo pezzo è molto dedicato all’oriente con le sue scali musicali orientali e parole arabe. All’epoca Battiato era nel periodo “Orientalista” che culminò con il concerto-evento di Baghdad. Ascoltata dopo l’11 settembre, i fatti di Madrid, Nizza, Londra, Parigi… sembra una canzone profetica “Vuoto di senso crolla l’Occidente, soffocherà per ingordigia e assurda sete di potere e dall’Oriente orde di fanatici.

Quelle sopra citate sono solo alcune delle canzoni più popolari del Maestro Franco Battiato. Purtroppo lo spazio è poco, ma vi consiglio di andare su YouTube ed ascoltare pezzi come “No Time, No Space“, “Strani Giorni“, “Summer On A Solitary Beach“, “Gli Uccelli” e “Caffè de la Paix“. Poi scrivete nella barra di ricerca Franco Battiato ed ascoltate random quello che vi passa… Non ve ne pentirete!

Alessandro Carugini

Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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