La giudice federale Margaret Garnett ha respinto due delle quattro accuse federali contro Luigi Mangione, fra cui quella che prevedeva la pena di morte. Il ventisettenne italoamericano è in carcere da dicembre del 2024, con l’accusa di aver ucciso Brian Thompson, amministratore delegato dell’azienda statunitense di assicurazioni mediche UnitedHealthcare. Al momento, è imputato in due diversi processi: uno federale, che inizierà a ottobre, e uno statale, per cui non c’è ancora una data certa.
Le accuse federali contro Mangione erano omicidio mediante l’uso di un’arma da fuoco, uso di armi da fuoco durante un reato violento e due capi di imputazione per stalking. La legge degli Stati Uniti prevede che, affinché le prime due fattispecie di reato si realizzino, debba essere in corso un altro «reato violento». I procuratori del Dipartimento di Giustizia avevano indicato lo stalking; un’interpretazione che la giudice Garnett non ha ritenuto valida, e che ha respinto.
Luigi Mangione non può essere condannato a morte: i capi d’accusa federali e statali
A livello federale, dunque, Mangione dovrà rispondere solo delle accuse di stalking. A livello statale, invece, comparirà a New York per omicidio e altri reati che fanno capo al possesso di armi e di documenti falsi. Negli Stati Uniti, a perseguire i reati possono essere la giustizia federale o quella dei singoli Stati, a seconda del caso. In questo, non era possibile accusarlo direttamente di omicidio a livello federale, poiché il reato non risponde ai requisiti necessari, come il coinvolgimento di proprietà del governo federale.
La polizia aveva fermato Luigi Mangione, originario del Maryland, in un ristorante McDonald’s di Altoona. La città di quarantaquattromila abitanti in Pennsylvania si trova a circa quattrocento chilometri da Manhattan, dove le forze dell’ordine avevano trovato il corpo senza vita di Thompson. I social, prima e dopo il suo arresto, lo hanno esaltato, vedendolo come un moderno vendicatore. In molti, infatti, lo hanno elogiato per essere stato in grado di colpire uno dei settori più controversi negli Stati Uniti, ovvero quello delle assicurazioni sanitarie.
Federica Checchia





