Oh, i Grammy son tornati. Per questa edizione 2026, se pensavi che i look del red carpet fossero “solo” un pre-show… bestie, no. È praticamente una sfilata pop in cui ogni outfit è un comunicato stampa, ogni accessorio è una lore, e ogni styling choice ti dice esattamente “questa era è iniziata”.

Dai naked dress trasformati in performance art alle silhouette rock che parlano di identità più che di trend, i look di questa edizione hanno giocato con l’eccesso, la nostalgia e l’auto-narrazione. E sì, alcuni outfit li rivedremo ovunque — screenshot compresi. I nostri preferiti? Ovviamente Chappell Roan e PinkPantheress.

Look red carpet Grammy 2026: Sabrina Carpenter in Valentino: la “bridal” che non è bridal, e Chappell Roan con un Mugler extra

Sabrina ha servito un momento soft-but-dangerous: un abito custom firmato Valentino, disegnato da Alessandro Michele, con quella vibe da “fiaba vintage” che sembra uscita da un film in pellicola. L’effetto è: eterea, ma non zuccherosa; romantica, ma con un twist da it-girl che sa esattamente cosa sta facendo. Il pezzo forte? La costruzione a strati e i dettagli couture che si leggono anche a distanza, perfetti per i flash e per i meme (perché sì, oggi un look deve reggere pure la compressione di TikTok). Gioielli Chopard. Styling curato da Jared Ellner: pulito, calibrato, zero caos.

Addison Rae in Alaïa: lingerie energy, ma in versione high fashion

Addison ha fatto una cosa molto 2026: prendere un’estetica super “intima” e farla diventare red carpet-ready senza sembrare in costume. Il look Alaïa è tutto un gioco di linee, trasparenze e silhouette—sensuale sì, ma più “editorial” che “shock value”. La mano dietro è quella di Dara Allen, e si sente: styling essenziale, ma con quell’aria da “non ci ho pensato troppo” (quando invece ci hanno pensato moltissimo). Risultato: una delle poche che ha fatto la sexy-route senza cadere nel déjà-vu.

PinkPantheress: il throwback fatto bene (e non “dress-up party”)

Tra tutti i revival possibili, lei ha scelto la strada più chic: un look Vivienne Westwood che gioca con il romanticismo “storto” e quella struttura corsettata che su red carpet funziona sempre, se la porti con naturalezza. E lei lo fa. È un look che non urla, ma ti rimane in testa—quello che, per un beauty/fashion insider, vale più di mille cut-out messi a caso.

FKA twigs: quando la couture diventa creatura (in senso buono)

Twigs non arriva mai “vestita”: arriva in un concept. Questa volta con un look di Paolo Carzana che sembra quasi organico—come se fosse nato addosso a lei, non appeso. È quel tipo di moda che divide le chat (“genio” vs “aiuto”), ma sul tappeto rosso dei Grammy è perfetta: perché i Grammy non sono i Golden Globes, qui si può (e si deve) osare.

Chappell Roan: quando il red carpet diventa performance art

Una delle immagini fashion più chiacchierate della serata è stata quella di Chappell Roan, che ha trasformato il red carpet dei Grammy in una dichiarazione. La star si è presentata in una gown sheer color borgogna, tenuta insieme da finti nipple rings — sì, avete letto bene — e con sottotono nero strategico che bilancia audacia e design scenico. Custom Mugler, of course.

Il look non era un semplice outfit, ma una sorta di performance couture: la tonalità profonda si sposa con la texture trasparente e l’uso di accessori metallici minimalisti, creando uno statement che va oltre il tappeto rosso e si avvicina alla moda concettuale.

Miley Cyrus: rock-chic con un tocco personale

Altro momento fashion icon? Miley Cyrus ha portato sul tappeto rosso dei Grammy un look edgy con un jacket di pelle nera firmato Celine, abbinato a pantaloni classici, camicia bianca e quella che viene definita la spilla più grande che tu abbia mai visto — con le sue **iniziali “M” e “C” pendenti come gioiello gigante.