I procuratori hanno fatto irruzione nella sede francese della piattaforma social media X. Le autorità hannp convocato l’attuale proprietario, il magnate Elon Musk, e l’ex amministratore delegato dell’azienda, per interrogarli nell’ambito di un’indagine su presunti reati informatici. “È in corso una perquisizione da parte dell’unità anticrimine informatico della procura di Parigi, dell’unità informatica della polizia nazionale e di Europol”, ha dichiarato la procura di Parigi in un post sui social.

In una nota, si legge che Musk e Linda Yaccarino sarebbero stati convocati per un “interrogatorio volontario” nella loro veste di “gestori de facto e de jure della piattaforma X al momento dei fatti”. Yaccarino si è dimessa dal ruolo di CEO nel luglio dello scorso anno. Il raid è stato effettuato nell’ambito di un’indagine avviata a gennaio dello scorso anno sul sospetto abuso di algoritmi e sull’estrazione fraudolenta di dati.

La procura ha dichiarato di aver ora ampliato le indagini, per includere anche le denunce relative allo strumento di intelligenza artificiale di X, Grok. Gli inquirenti hanno fatto sapere che i presunti reati comprenderebbero complicità nel possesso e nella distribuzione organizzata di immagini di abusi su minori, violazione dei diritti d’immagine attraverso deepfake a sfondo sessuale e negazione di crimini contro l’umanità. Altre possibili accuse riguardano l’estrazione fraudolenta di dati da un sistema di elaborazione dati automatizzato e la sua falsificazione da parte di un gruppo organizzato, oltre che la gestione di una piattaforma online illegale da parte di un gruppo organizzato.

Perquisita la sede parigina di X: il commento della società

Le autorità francesi hanno avviato l’indagine dopo che il deputato di centro-destra Éric Bothorel ha presentato una denuncia. Il politico sostiene che gli algoritmi della piattaforma avrebbero potuto distorcere il suo sistema di elaborazione dati e influenzare il tipo di contenuti consigliati. Si è lamentato, inoltre, di una “ridotta diversità di voci” e degli “interventi personali” di Musk nella gestione di X da quando l’ha acquistata, nel 2022. A novembre, i procuratori hanno dichiarato di voler estendere l’indagine al comportamento di Grok, che avrebbe, tra le altre cose, negato l’Olocausto.

Da allora, il chatbot ha suscitato indignazione consentendo agli utenti di “spogliare” persone vestite, compresi bambini, nelle foto tramite la generazione e l’editing di immagini tramite intelligenza artificiale. Anche l’Unione Europea ha avviato un’indagine sulla sua produzione e diffusione di deepfake sessualizzati di donne e minori.

L’azienda ha dichiarato di non voler ottemperare alle richieste dei procuratori francesi, che ha descritto come “politicamente motivate”, e ha negato tutte le accuse a suo carico. X ritiene che l’indagine stia “distorcendo la legge francese per servire un’agenda politica e, in ultima analisi, limitare la libertà di parola”. Ha affermato, poi, di voler “difendere i propri diritti fondamentali, proteggere i dati degli utenti e resistere alla censura politica”.

Federica Checchia