La convivenza tra l’europarlamentare Roberto Vannacci e la Lega ha definitivamente raggiunto il punto di rottura. I dirigenti storici del partito non tolleravano da tempo le sue posizioni e le sue iniziative personali, portate avanti tramite associazioni e comitati indipendenti. Vannacci, nonostante ricoprisse la carica di vicesegretario, ha scelto di intraprendere frequentemente la strada del conflitto diretto. In più occasioni ha criticato duramente non solo la linea della Lega, ma anche le stesse decisioni del governo Meloni. La sua uscita dal partito è stata presentata con un post sui social: “Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia”.
Una scissione che può rompere gli equilibri
Il vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, per lungo tempo ha riscontrato difficoltà sui provvedimenti da attuare. Da un lato i ministri, i parlamentari e la base elettorale della Lega Nord spingevano per l’allontanamento di Vannacci; dall’altro, il segretario leghista temeva che un’estromissione formale potesse far apparire Vannacci come la vittima. Il conseguente rischio era di fomentare l’opinione pubblica, aumentando il suo consenso elettorale. Pertanto, Salvini ha atteso il momento più opportuno per ufficializzare la separazione. Per bilanciare la notizia, il leader della Lega ha riesumato alcuni dei successi imminenti, tra cui il decreto legge “Infrastrutture” per il ponte sullo Stretto. Durante la separazione ufficiale i due protagonisti hanno scelto la via consensuale, pur rimanendo solidi sulle loro posizioni. Successivamente, Salvini in risposta al post di Vannacci, ha commentato sui social: “Pensavamo che la lealtà avesse un significato per chi ha indossato la divisa”.
Salvini ha voluto spingere per una rottura immediata, affinché Vannacci non potesse sfruttare il voto sull’invio di armi all’Ucraina come pretesto per un’uscita di scena appariscente. Nonostante ciò, il segretario ha ugualmente inviato i vicesegretari al Consiglio federale, cercando di dimostrare che la divisione dipenda esclusivamente da Vannacci. Al momento, tre deputati hanno già seguito l’ex generale, formando una componente autonoma all’interno della Camera. Una mossa che attualmente non preoccupa solo la Lega, ma l’intero centrodestra e la stessa Giorgia Meloni. L’obiettivo di Vannacci è di formare “Futuro Nazionale“, un nuovo partito che mira al contrasto all’immigrazione, all’opposizione al sostegno militare verso l’Ucraina e con conseguenti critiche all’Unione Europea.
Le possibili conseguenze di “Futuro Nazionale”
Le possibili conseguenze, qualora Vannacci riuscisse a istituire una struttura solida, sono numerose. Ad oggi, anche un lieve spostamento verso l’estrema destra potrebbe destabilizzare l’equilibrio tra le coalizioni. L’opposizione osserva la dinamica con speranza, mentre il governo teme che una forza politica ancora più radicata possa intaccare il consenso dei partiti di maggioranza.
Stefania Cirillo





