Giuseppe Battiston ha una carriera lunga trent’anni, nel corso dei quali si è diviso tra cinema, tv e teatro, conquistando tre David Di Donatello.

Stasera l’attore sarà ospite di Splendida Cornice, in onda su Raitre dalle 21:40 dove presenterà il nuovo film che lo vede tra i protagonisti, Lavoreremo Da Grandi di Antonio Albanese. Nato a Udine nel 1968, dopo aver conseguito alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi, debutta a teatro appena ventenne con C’è Da Non Crederci, mentre due anni dopo arriva su grande schermo con Italia – Germania 4-3 di Andrea Barzini. Nel 2001 debutta in tv con la miniserie Cuore. Il primo successo arriva con Pane E Tulipani di Silvio Soldini, con il quale aveva già lavorato ad Un’Anima Divisa In Due e Le Acrobate. Il film porta Battiston alla vittoria del David Di Donatello come Miglior Attore Non Protagonista e del Ciak D’Oro sempre come Miglior Attore Non Protagonista.

Giuseppe Battiston, il successo con Silvio Soldini

Lo stesso anno lo vediamo anche in Chiedimi Se Sono Felice con Aldo, Giovanni e Giacomo, mentre nel 2005 è ne La Tigre E La Neve di Roberto Benigni. Tra il 2008 ed il 2011 è tra i protagonisti di Tutti Pazzi Per Amore, serie Rai dove interpreta il Dottor Freiss. Nel 2011 arriva il terzo David ancora una volta come Miglior Attore Non Protagonista per La Passione (il secondo è stato conquistato nel 2009 con Non Pensarci). Battiston è nel cast di Perfetti Sconosciuti, film che ottiene un enorme successo al botteghino, mentre quattro anni dopo ricopre il ruolo di Mangiafuoco in Pinocchio di Robert Zemeckis. L’esordio alla regia è del 2023 con Io Vivo Altrove, dove interpreta anche il protagonista della pellicola. Riguardo la vita sentimentale l’artista è sposato con una donna dall’identità sconosciuta. Sulle pagine de Il Messaggero aveva raccontato:

Mia moglie ha due figli che io contribuisco a educare come fossero miei: maschio e femmina di 18 e 20, età delicatail rapporto che hai con la tua compagna è la cartina al tornasole. Se vedono conflitto e prevaricazione, i segni nelle nuove generazioni restano“.