Debutterà venerdì 20 febbraio al Teatro Sistina il musical Il ragazzo dai pantaloni rosa, diretto da Massimo Romeo Piparo, che firma l’adattamento insieme a Roberto Proia, sceneggiatore dell’omonimo film, campione d’incassi nel 2024. Lo spettacolo è stato pensato nella forma di un juke box musical, e includerà una playlist di brani molto popolari del pop rock italiano, da Sogna ragazzo sogna a Volevo essere un duro, fino a Canta ancora di Arisa, colonna sonora della pellicola, che ha trionfato ai Nastri d’Argento 2025 nella categoria Migliore Canzone Originale. Le canzoni diventeranno parte integrante del racconto, ispirato alla vera storia di Andrea Spezzacatena.
Andrea aveva compiuto quindici anni da appena sei giorni quando, il 20 novembre 2012, si tolse la vita nella sua casa a Roma. I suoi compagni di classe avevano creato una pagina Facebook, chiamata proprio “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, per prendersi gioco di lui, ferendolo proprio in quell’età in cui si inizia a formare la propria identità. A scoprirne l’esistenza fu sua madre, Teresa Manes, che decise di non tenere solo per sé il proprio dolore, ma di trasformare il sacrificio di suo figlio in uno spunto di riflessione, per aiutare tutti i giovani che si ritrovano ad essere vittime di bullismo e cyberbullismo.
Presentato in conferenza stampa al Sistina “Il ragazzo con i pantaloni rosa”

Il progetto è stato presentato oggi in conferenza stampla, alla presenza di cento ragazzi dalla scuola media Bramante di Roma, e dei giovani allievi dell’Accademia Il Sistina. Il regista ha sottolineato l’importanza di continuare a da ciò che è accaduto ad Andrea. «Ammetto che, quando ho letto il libro scritto da Teresa, dal quale tutto ha avuto inizio, ho avuto delle difficoltà», ha dichiarato. «Immaginare il dolore di un genitore che perde il figlio è stato durissimo ma, proprio per questo, sono convinto che affrontare queste tematiche sia necessario».
Intervenuta da remoto, Teresa Manes ha spiegato che, per lei, Il ragazzo dai pantaloni rosa non è un libro, ma un vero e proprio progetto educativo. «Il dolore non poteva rimanere solo dentro il mio cuore. Una volta “educato”, poteva restituire qualcosa alla società civile. La scuola dev’essere improntata sull’inclusione, ma l’inclusione è il prodotto di un processo, che va costruito tra scuola e famiglia», sono state le sue parole.
Gli interpreti del musical
A prestare volto e voce ad Andrea è Samuele Carrino, già interprete del film. Al suo fianco Rossella Brescia, nei panni della madre del protagonista, e Sara Ciocca, anche lei presente anche nella versione cinematografica. Christian Roberto sarà il narratore dello spettacolo e, soprattutto, l’Andrea di un futuro alternativo, il giovane uomo che avrebbe meritato di essere.
Completano il cast Donato Altomare, nel ruolo di Tommaso, il padre di Andrea,bMatteo Volpotti in quello del professore di musica Gioli, Tommaso Pieropan nei panni di Christian, il bullo della scuola, e il piccolo Michele Mula, nelle vesti del fratellino Daniele. La direzione musicale è di Emanuele Friello, mentre le coreografie sono curate da Dalila Frassanito. Le scenografie sono opera di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri, il suono di Stefano Gorini.
Le testimonianze del cast de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”
Il cast de Il ragazzo dai pantaloni rosa è, per ovvi motivi, molto giovane. Interpreti e corpo di ballo, tuttavia, hanno potuto toccare con mano una piaga sociale ancora fuori controllo. Estremamente toccante, nel corso della conferenza, un momento dedicato alla condivisione di esperienze personali. A turno, diversi membri dell’ensemble si sono fatti coraggio e hanno raccontato di essere stati a loro volta vittime di bullismo, per la propria fisicità, per essere fuori dal coro, per aver studiato danza, anziché calcio.
Storie fragili, raccontate con voce rotta, ma con la consapevolezza di aver superato i momenti più bui. Per alcuni di loro, la presenza genitoriale è stata fondamentale; altri, invece, hanno potuto contare sul sostegno di un insegnante. Altri ancora, purtroppo, sono stati costretti a “cavarsela” con le proprie forze.
Bullismo e cyberbullismo riguardano tutti noi
La violenza, fisica e verbale, non riguarda soltanto le nuove generazioni, ma tutti noi e, anzi, a dare il buon esempio dovrebbero essere proprio gli adulti. Docenti, madri e padri sono tenuti a intervenire e, ancor prima, a cercare di prevenire, educando i ragazzi alla gentilezza. In fondo, quella parolaccia, quello scatto d’ira, quella frase fuori luogo si possono evitare, e a volte un silenzio, o una parola delicata possono fare la differenza.
Oggi, 7 febbraio, ricorre la Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo, ma la lotta non può esaurirsi nell’arco di ventiquattr’ore. Famiglia, scuola e istituzioni hanno il potere di cambiare le cose, e storie come quella de Il ragazzo con i pantaloni rosa devono essere raccontate. Che si tratti di lungometraggi, spettacoli teatrali o incontri, poco importa: l’essenziale è far capire a tutti gli Andrea del mondo che, nonostante a volte loro stessi facciano fatica a crederci, non sono soli.
Federica Checchia





