La squadra israeliana di bob, dopo aver subito un furto durante il training pre-olimpico, si è mostrata pronta a rimettersi in gioco per gareggiare al Cortina Sliding Center. Il capitano della squadra, Adam “AJ” Edelman, ha definito quanto accaduto “una violenza grave” ma, nonostante ciò, la squadra si è impegnata a riprendere tempestivamente gli allenamenti.

Il furto che ha subito la squadra di bob israeliana

Tra gli oggetti rubati alla squadra figurano valigie, scarpe, attrezzature e passaporti. Eppure, l’indole del gruppo è stata commentata dallo stesso Edelman come la rappresentazione dello “spirito israeliano”. Secondo alcune fonti, il furto non è avvenuto né nel villaggio olimpico di Cortina, né all’interno dei confini italiani. Dovrebbe essersi verificato in una località non specificata, all’estero, dove la squadra stava ultimando gli allenamenti. Il capitano ha reso note le immagini dei rilievi della polizia scientifica, generando attenzione sulla sicurezza delle squadre olimpiche. Attualmente, la delegazione è riuscita a recuperare i documenti essenziali, consentendo così la continuità della preparazione in vista della gara. Le competizioni di bob maschile, infatti, si terranno tra pochi giorni: il bob a due il 16-17 febbraio, mentre quello a quattro il 21-22 febbraio.

Le proteste che hanno accompagnato l’ingresso di Israele

La cerimonia di apertura che ha visto la presentazione di Israele ai Giochi ha suscitato forte sdegno da parte del pubblico. La delegazione israeliana, infatti, è stata accolta da dissenso e fischi da una parte del pubblico. Una rappresentazione visibile della divisione concernente il tema politico in merito al genocidio a Gaza. I fischi, tuttavia, non sono stati l’unico segnale di opposizione. Durante il percorso della fiaccola olimpica i manifestanti hanno organizzato proteste pro-Palestina, chiedendo espressamente che la squadra israeliana venisse esclusa dalla gara. Eppure, questo evento non è il primo in cui i cittadini chiedono l’eliminazione di Israele. È accaduto durante l’Eurovision Song Contest 2025, così come durante la Vuelta (prestigiosa corsa a tappe di ciclismo su strada maschile). Anche in quell’occasione gruppi di attivisti si sono mossi per chiedere di boicottare la partecipazione israeliana.

Stefania Cirillo