Il cinema giapponese sta consolidando la sua presenza al Festival di Berlino più forte degli ultimi anni, con sette film distribuiti tra le sezioni Concorso, Forum, Panorama e Classici. Si tratta di una selezione che rispecchia l’anno cinematografico da record del Paese nel 2025 e segna quella che i produttori descrivono come una vera e propria rinascita per il cinema giapponese.
La presenza giapponese al festival tedesco
La presenza a Berlino segue il miglior anno teatrale mai registrato in Giappone. Il botteghino giapponese ha raggiunto i 274,45 miliardi di yen (1,79 miliardi di dollari) nel 2025, in aumento del 32% rispetto al 2024 e superando il precedente picco del 2019 di 261,18 miliardi di yen, secondo i dati pubblicati dalla Motion Picture Producers Association of Japan. Gli incassi sono aumentati del 30,7%, raggiungendo i 188,76 milioni di biglietti venduti, il secondo dato più alto mai registrato.

La presenza a Berlino segue anche il crescente riconoscimento internazionale del cinema giapponese nel circuito dei festival. Ad esempio Dear Stranger di Tatsuya Mariko, prodotto da Eisei Shu, ha riscosso grande successo al Busan International Film Festival dello scorso anno, dove è stato elogiato per “aver presentato nuove possibilità per il cinema asiatico”. Il film esplora i temi dell’amore, dell’identità e del senso di colpa all’interno della classe media asiatica transnazionale.
I titoli più attesi
Sebbene il titolo giapponese più atteso del 2026 rimanga Godzilla Minus Zero, la pipeline include titoli di alto profilo di autori affermati. Shu evidenzia il dramma in costume di Kiyoshi Kurosawa “Kokurojo: The Samurai and the Prisoner” e la coproduzione nippo-francese di Ryusuke Hamaguchi “All of a Sudden” come opere particolarmente attese. Murata indica anche i due prossimi film di Hirokazu Kore-eda, “Look Back” e “Sheep in the Box”. L’anno vedrà anche una continua espansione degli adattamenti manga, con i sequel di “Kingdom” e “Golden Kamuy” insieme a nuovi franchise tra cui “Blue Lock”, “Sakamoto Days” e altri.
I film d’animazione giapponesi: le stelle del festival
Il programma della 76a Berlinale include l’opera d’animazione d’esordio di Yoshitoshi Shinomiya, A New Dawn, in lizza per l’Orso d’Oro; l’horror di critica sociale ambientato nei supermercati di Yusuke Iwasaki AnyMart nella sezione Forum; Numb di Takuya Uchiyama, incentrato sulla ricerca d’identità, nella sezione Panorama; e il documentario meditativo di Nao Yoshigai “Masayume” nella sezione Forum. La sezione Berlinale Classics presenterà edizioni restaurate della satira di Shōhei Imamura del 1966 The Pornographers e dell’influente anime di Yoshiaki Kawajiri del 1993 Ninja Scroll, mentre il film d’animazione Chimney Town: Frozen in Time di Hirota Yusuke è presente nella sezione Generation.
Incassi da record per il botteghino asiatico
Il regista giapponese Hikari fa parte della giuria principale del concorso, mentre tra i film con la partecipazione di produzioni giapponesi figurano Sleep No More di Edwin nella sezione Special Midnight e Narrative di Anocha Suwichakornpong in Forum Expanded. Mentre il cinema giapponese si dirige a Berlino con la sua più forte presenza festivaliera degli ultimi anni e si prepara al 2026 con lo slancio di un anno cinematografico da record, la selezione di sette film della Berlinale offre un’istantanea di un’industria che funziona a più livelli: dall’animazione degna di un concorso e dal cinema di genere impegnato socialmente, ai documentari meditativi e al restauro di opere canoniche. “Ci auguriamo che anche nel 2026 la diversità e la profondità del cinema giapponese vengano trasmesse al mondo in modo più multidimensionale, dando vita a nuovi dialoghi”, afferma Shu.





