Amazon decide di interrompere la partnership con Flock Safety, un produttore e gestore americano di hardware e software per la sicurezza, a seguito del spot del Super Bowl. L’inserzione, dedicata alla funzione Search Party, ha generato un’ondata di polemiche. L’unità Ring di Amazon, pur non avendo evidenziato questo come motivo dell’interruzione, ha annunciato la fine della collaborazione tempestivamente.

Perché lo spot di Flock del Super Bowl è stato disastroso?

La pubblicità incriminata mostra l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per individuare animali smarriti nelle riprese di sorveglianza attraverso l’associazione delle varie segnalazioni. Tuttavia, non tutti gli utenti hanno avvertito questo senso di protezione aggiuntiva che l’inserzione avrebbe dovuto conferire, anzi. È stato alimentato, infatti, il timore sull’uso esteso della sorveglianza. Un timore così elevato da spingere alcuni utenti a disattivare i dispositivi o, peggio, a distruggerli. Il gruppo, in un post sul blog il 10 febbraio, ha affermato come l’azienda mostri: “la futura sorveglianza delle nostre strade”. “Un mondo in cui l’identificazione biometrica” potrebbe garantire di “identificare, tracciare e localizzare qualsiasi cosa: esseri umani, animali domestici e altro ancora”.

Vi è da sottolineare che la funzione non era ancora stata integrata con l’unità di Amazon. Ring, infatti, ha preferito ribadire in più riprese che nessun video è mai stato condiviso con Flock e che, inoltre, l’azienda ci tiene a proteggere la privacy. Ha, inoltre, deciso di interrompere l’advertising con motivazioni relativamente plausibili e apparentemente estranee allo spot del Super Bowl. Ring ha affermato che la tecnologia di Flock “avrebbe richiesto molto più tempo e risorse del previsto”.

La collaborazione passata tra Ring e Flock

Prima che lo spot scatenasse preoccupazioni tra alcuni critici sul fatto che la tecnologia potesse essere utilizzata per scopi illeciti, il rapporto di collaborazione tra Ring e Flock sembrava procedere. L’accordo, annunciato nell’ottobre 2025, avrebbe concesso alle agenzie che usavano la piattaforma Nova o FlockOS di sfruttare le Community Requests di Ring. Come riportato da HDHome, le agenzie potevano richiedere video con codice identificativo e i dettagli del caso. Gli utenti, una volta ricevute le richieste, potevano scegliere se condividere i filmati in totale anonimato. Nonostante le buone premesse, la reazione del pubblico sembra tutt’altro che propositiva.

Stefania Cirillo