Se dal trailer di Cime Tempestose non avevi capito che non sarebbe stato un period drama tradizionale, allora avevi visto davvero male. Perché la versione di Emerald Fennell con Margot Robbie nei panni di Cathy e Jacob Elordi come Heathcliff non è un adattamento scolastico. È un fever dream gotico visto attraverso gli occhi di una quattordicenne. Tutto è amplificato: il desiderio, il dolore, il romanticismo, i costumi. E soprattutto il beauty. A guidare capelli e make-up è stata Siân Miller, già mente dietro l’estetica disturbante di Saltburn. Qui, però, si vola ancora più in alto. O meglio, si corre sulle brughiere con il blush sparato dal vento.

Pelle ventosa (stile pomegranate blush) e oro sulle guance: l’estetica di Cime Tempestose conquista TikTok

La parola chiave? Heightened. Fennell non voleva fedeltà storica, ma emozione pura. Il risultato è un’estetica che mescola romanticismo Regency, passerelle anni ’90 e glitter. Miller ha costruito il film in tre atti visivi: le brughiere selvagge di Wuthering Heights, l’opulenza quasi teatrale della Grange e un finale più cupo e severo.

Nella prima parte, Cathy è vento, erba e ginocchia sporche. Pelle trasparente, finto rossore da freddo, lentiggini replicate con maschere personalizzate e aerografo per garantire continuità tra l’attrice adulta e la giovane Cathy. Il blush? Ispirato al trend pomegranate makeup, intenso, berry, quasi febbrile. Zero mascara, zero ombretti invasivi. Solo pelle viva.

Blush, oro e status: quando il make-up racconta la classe sociale

Quando Cathy si trasferisce alla Grange, il glow diventa controllato. Le lentiggini si attenuano, compaiono texture preziose, riflessi dorati e occhi gioiello. L’ispirazione arriva dalle passerelle di Vivienne Westwood e Alexander McQueen, con un tocco Pat McGrath-era Dior 2007. È un passaggio simbolico: c’è meno sole diretto, più interni dorati. Più privilegio, meno libertà.

La pelle rimane radiosa, ma con una lucentezza studiata. Miller ha utilizzato prodotti Chanel per la base, balsami labbra-come-blush e finish glossy quasi sudati. Perché nei film di Fennell la pelle non è mai completamente matte. Deve sembrare viva, desiderante, leggermente pericolosa.

I capelli di Cathy sono un manifesto

Se il make-up segna il tempo, i capelli raccontano la trasformazione psicologica. Miller ha creato oltre trenta look per Robbie, usando parrucche modulari intercambiabili in stile Lego. Sulle brughiere: onde scomposte, libertà, zero struttura. Alla Grange: trecce corsettate con nastri rossi, elaborate e simmetriche. Una dichiarazione di status.

Il dettaglio più geniale? All’inizio Cathy indossa un corsetto allacciato davanti perché non ha servitori. Alla Grange, l’allacciatura passa dietro. E le acconciature imitano quel cambiamento. La bellezza diventa gerarchia. Con il tempo, Cathy si indurisce. I suoi roll anni ’40 diventano quasi “corna”, silhouette più severe, meno morbidezza. La femminilità si trasforma in controllo.

Heathcliff passa dal fango al gold tooth energy

Anche Heathcliff cambia pelle. All’inizio è sporco, arrossato, con cicatrici, sangue appena visibile sulle braccia e capelli lunghi nascosti dietro una parrucca su misura. Terra sotto le unghie, vento sulla pelle. Poi il ritorno. Taglio Regency impeccabile, pelle ancora calda ma più levigata, e un dente in oro 18 carati. Romantic hero upgrade. Il contrasto è voluto: da bracciante invisibile a figura dominante. Non solo un glow up, ma una riscrittura sociale.