Jacob Elordi è uno degli attori più promettenti della generazione nata tra gli Anni ’90 e ‘2000. La sua notevole altezza e i lineamenti gentili, gli hanno fatto conquistare i ruoli più ambiti del mondo del cinema e delle serie tv. Elordi però è tanto altro, soprattutto alla luce della sua carriera, da sempre votata alla recitazione, e sempre mossa da un fascino, genuinamente cinefilo, verso gli attori cult di Hollywood. Oggi Jacob Elordi è candidato agli Oscar 2026 come Miglior attore non protagonista per Frankenstein e ci arriva dopo una lenta scalata alla vetta, dal mondo narciso di Saltburn ed Euphoria fino ad interpretare personaggi letterari di profonda complessità, come il mostro di Frankenstein e Heatcliff.
Gli anni del college tra lo sport e il teatro
Jacob Elordi Nasce nel Queensland, in Australia, nel 1997, da una famiglia di classe operaia: Melissa, una madre casalinga ed ex impiegata della mensa presso la scuola di Elordi, e John, un imbianchino che ha trascorso 13 anni a costruire la casa di famiglia. Elordi cresce in una famiglia quasi tutta al femminile, avendo tre sorelle maggiori, e si dedica instancabilmente allo sport e alla recitazione. E’ iscritto alla squadra di rugby del college e contemporaneamente si esibisce in alcuni musical studenteschi, come fa da quando ha l’età di 12 anni.

Durante la scuola secondaria, Elordi gioca a rugby finché non si rompe un osso alla schiena, spostando da quel momento la sua dedizione solo verso la recitazione. Dice anche di essersi sempre ispirato ad attori come Marlon Brando, Laurence Olivier, Daniel Day-Lewis, Christian Bale e Ledger. Ha trascorso infatti tutta la sua adolescenza a guardare i loro film, emulandone i comportamenti.
Si trasferisce poi negli Stati Uniti, nel 2017 all’età di 19 anni, e si iscrive ad un corso di recitazione a Melbourne, intraprendendo ufficialmente la carriera di attore. Il primo ruolo arriva proprio in quell’anno, con i casting di Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, ottenendo una piccola parte. Piccola quanto significativo per farsi strada tra i set più importanti di Hollywood.
Kissing Booth e Euphoria, la lunga strada verso l’affermazione
L’anno seguente recita nella pellicola di Stephan Elliott, Swinging Safari con Kylie Minogue e poi nella romcom di NETFLIX, The Kissing Booth di Vince Marcello, che poi lo vorrà anche nei due sequel. Un ruolo che non solo non convince la critica ma non è apprezzato dallo stesso Jacob Elordi. L’attore ha confessato quanto per lui il personaggio fosse “ridicolo, misogino e stereotipato” e di aver accettato di partecipare al progetto “solo per diventare un attore negli Stati Uniti”. Tra ruoli sbagliati e occasioni dorate, Jacob Elordi si fa spazio tra le majors. La vita negli Stati Uniti, soprattutto come attore, tuttavia, non è semplice. Senza risparmi da parte il giovane si trova spesso a dormire in auto o sul divano di alcuni amici.

Manca un ruolo che lo entusiasmi ma soprattutto manca il sostentamento necessario per andare avanti, e pensa addirittura di tornare in Australia, abbandonando i suoi sogni. Tutto cambia quando, quando arriva Euphoria. Entra nel cast del plurinominato serial drammatico, versione americana della serie omonima israeliana, che lo porterà alla notorietà mondiale.
Interpreta qui il ruolo del campione di football liceale, Nate Jacobs, che vive con un padre abusivo e che riversa tutto il narcisismo e la sociopatia di un antieroe maledetto, sulle sue relazioni amorose. Jacob buca lo schermo, e la fama da sex symbol e da attore a pieno titolo gli si imprime sul volto. Sotto le luci viola di Euphoria, in cui la tossicità confonde i confini del reale, Elordi si profuma di un’esalazione misteriosa. Un’enigmaticità che non abbandona mai quest’artista e che rende ancor più riconoscibili quei tired eyes, custodi di mille segreti.Nel frattempo, è anche nel cast del dramma romantico 2 Hearts – Intreccio di destini e The Very Excellent Mr. Dundee.
Da Acque profonde a Priscilla
Due anni più tardi, Adrian Lyne lo vorrà nell’adattamento cinematografico omonimo del romanzo del 1957 di Patricia Highsmith, Acque profonde, thriller erotico con Ana de Armas e Ben Affleck, in cui veste i panni di un insegnante di piano.Sarà poi anche uno dei protagonisti del britannico The Sweet East (2023) e di He Went That Way (2023), trasposizione del romanzo “Luke Karamazov” di Conrad Hilberry, nel quale è un serial killer diciannovenne; in questa parte fu stroncato dalla critica. Si rifarà come Elvis Presley in Priscilla, tratto dalle memorie di Priscilla Presley “Elvis and Me” e presentato all’80ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Una performance impeccabile, in cui rivela tutta la tossicità del rapporto amoroso con Priscilla, tra dipendenza affettiva e distacco manipolatorio.

Nel 2024 Paul Schrader lo ha diretto nel film Oh, Canada – I tradimenti, dove interpreta una versione più giovane di un documentarista impersonato da Richard Gere, accettando poi la parte del mostro di Frankenstein nell’horror ispirato al noto romanzo di Mary Shelley e diretto da Guillermo del Toro.[22] Nel 2025 interpreta il protagonista nella miniserie La strada stretta verso il profondo Nord, tratta dall’omonimo romanzo e diretta da Justin Kurzel.
Saltburn e Frankenstein: la capacità di nascondere e nascondersi
Jacob Elordi ha cominciato ad entrare nell’immaginario teen idol con lo sguardo basso e l’aria da demone maledetto. Solo con il tempo quello sguardo si è sollevato, mostrando alla critica di essere dotato di molteplici sfumature. L’attore sfodera una recitazione oculata e intensa, spostando nello sguardo i dubbi e segreti dei personaggi, ma usando il corpo, altero e sicuro, come strumento per occultarli.

Quando in Saltburn interpreta Felix, ad esempio, tutto e niente si comprende del suo personaggio. Sotto il pastiche gotich-glamour della regista Emerald Fennell, Elordi non rivela nulla, ma resta l’oggetto del desiderio di Barry (Oliver Quick). Con il ruolo di Felix Cutton conquista il giudizio della critica e guadagna una candidatura come miglior attore non protagonista ai BAFTA. Con la Fennell l’attore lavora sia in Saltburn che in Cime Tempestose, imparando con lei a nascondere i lati più oscuri dei suoi personaggi, smussandoli dietro un’apparenza sfuggevole e fascinosa.
Jacob Elordi: tra fascino oscuro e candore nascosto
L’attore australiano, di cui abbiamo ripercorso qui la carriera, ha una forza attoriale magnetica e questo non lo si deve solo alla sua corporatura, o alla fisionomia candida del suo volto, ma alla capacità spiccata di mettersi in gioco, sapendo tanto nascondere quanto nascondersi con i suoi ruoli.

Dall’alto dei suoi 195 cm di altezza, Jacob ha la presenza scenica perfetta, tanto per essere la Creatura in Frankenstein, quella frangibile in un mondo non a sua misura, tanto il ragazzo narciso e pericoloso delle relazioni tossiche di Euphoria e Priscilla. Il volto gentile e fintamente stanco fa il resto, scegliendo di adottare ora un’aurea seducente e angelica (Cime Tempestose) ora un’aurea maldicente (Saltburn) – . I suoi personaggi hanno sempre, ad ogni modo, una forza enigmatica da cui è difficile non farsi trasportare. L’attore riesce ad essere un mutante contemporaneo, incarnando la natura melliflua del male e anche il candore dietro la mostruosità apparente. Jacob Elordi è questo, il Male e il suo opposto, l’angelo e il demone, sopra questo purgatorio che lo consacra, e che forse, chissà, lo porta all’Oscar.
Doriana Gatta





