La lettera di denuncia che molti artisti avrebbero firmato contro il Festival di Berlino arriva a metà dell’edizione 2026 della Berlinale. Un grande evento dedicato al cinema in cui il tema della politica è diventato centrale. Il presidente della giuria Wim Wenders nella conferenza stampa di apertura, alla domanda su Gaza e sul sostegno che il governo tedesco – che finanzia gran parte del festival – ha dimostrato a Israele, ha affermato “dovremmo stare fuori dalla politica”. Questa dichiarazione el’effettivo silenzio stampa sulla questione di Gaza ha scatenato un’onda di indignazione tra attori e altre star dello spettacolo. Vediamo insieme i protagonisti della vicenda.
Le parole di Wim Wenders
Il presidente della giuria del Festival di Berlino ha dichiarato il silenzio sulle questioni politiche attuali e ha affermato che il cinema è “l’opposto della politica”. Il clamore che ne è seguito ha spinto la direttrice del festival Tricia Tuttle a rilasciare una dichiarazione in cui affermava: “Non ci si dovrebbe aspettare che gli artisti commentino tutti i dibattiti più ampi sulle pratiche passate o attuali di un festival, sulle quali non hanno alcun controllo”.

Nella lettera aperta, i firmatari affermano di essere “fervidamente in disaccordo” con le opinioni di Wenders su cinema e politica. “Non si può separare l’una dall’altra”, affermano. “La tendenza sta cambiando nel mondo del cinema internazionale”, affermano citando il rifiuto di oltre 5.000 lavoratori del cinema, tra cui diversi grandi nomi di Hollywood, di lavorare con “compagnie e istituzioni cinematografiche israeliane complici”. Nella lettera si sottolinea che in passato la Berlinale ha rilasciato “chiare dichiarazioni” sulle “atrocità” commesse contro le persone in Iran e Ucraina. Qualcosa è cambiato quest’anno e la reazione non tarda affatto ad arrivare.
La dichiarazione esplicita della petizione
“Invitiamo la Berlinale a compiere il suo dovere morale e a dichiarare chiaramente la sua opposizione al genocidio di Israele, ai crimini contro l’umanità e ai crimini di guerra contro i palestinesi, e a porre fine completamente al suo coinvolgimento nel proteggere Israele dalle critiche e dalle richieste di responsabilità”. Queste sono le parole più importanti, quelle con cui si chiude la lunga e accorata lettera di denuncia, contro il Festival di Berlino.
Le firme complete:
- Adamo McKay
- Adèle Haenel
- Alan O’Gorman
- Alexandra Juhasz
- Alexandre Koberidze
- Alia Shawkat
- Alison Oliver
- Alkis Papastathopoulos
- Ana Naomi de Sousa
- Angeliki Papoulia
- Antigoni Rota
- Ariane Labed
- Artemide Anastasiadou
- Ashley McKenzie
- Avi Mograbi
- Bahija Essoussi
- Ben Russell
- Bingham Bryant
- Blake Williams
- Blanche Gardin
- Brett Story
- Brian Cox
- Camilo Restrepo
- Carice Van Houten
- Charlie Shackleton
- Cherien Dabis
- Cristoforo Young
- Dali Benssalah
- Davide Osit
- Deragh Campbell
- Dustin Defa
- Eleni Alexandrakis
- Elhum Shakerifar
- Émilie Deleuze
- Eyal Sivan
- Fernando Meirelles
- Fil Ieropoulos
- Geoff Arbourne
- Hany Abu Assad
- Hind Meddeb
- James Benning
- Javier Bardem
- John Greyson
- Jon Jost
- Khalid Abdalla
- Leah Borromeo
- Lukas Dhont
- Mahdi Fleifel
- Mai Masri
- Malika Zouhali-Worrall
- Manuel Embalse
- Marina Gioti
- Marion Schmidt
- Merawi Gerima
- Miguel Gomes
- Mike Leigh
- Miranda Pennell
- Namir Abdel Meseeh
- Nan Goldin
- Narimane Mari
- Nina Menkes
- Pascale Ramonda
- Patricia Mazuy
- Paolo Laverty
- Pedro Pimenta
- Peter Mullan
- Phaedra Vokali
- Roberto Greene
- Saeed Taji Farouky
- Saleh Bakri
- Samaher Alqadi
- Sarah Friedland
- Sepideh Farsi
- Shirin Neshat
- Smaro Papaevangelou
- Sofia Georgovassili
- Tatiana Maslany
- Thodoris Dimitropoulos
- Tilda Swinton
- Tobias Menzies
- Tyler Taormina




