È ufficiale: la casa di moda italiana Missoni non passerà più in mani americane. A differenza di quanto preannunciato in precedenza, il brand resta italiano. Il salvataggio avviene grazie a Fsi, il più grande fondo di investimento dedicato ad un singolo Paese di tutta Europa. Infatti Fsi, infatti, sale dal 41% a circa il 75% del capitale. Mentre la holding Katjes Quiet Luxury, di proprietà elle famiglie Fassin e Bachmueller, rileverà circa il 25% dell’iconica griffe.

Missoni resta italiana (ma la famiglia non ne farà più parte)

Ad oggi sappiamo che Katjes Quiet Luxury è proprietaria del marchio Bogner. La ⁠famiglia Missoni ha fondato il brand nel 1953, diventando in poco tempo uno dei simboli del made in Italy, ora esce definitivamente dal capitale, ma gestirà la fondazione Ottavio e Rosita Missoni. Il brand era già nel radar di gruppi industriali e fondi sovrani. L’azienda, nonostante il covid, ha comunque raddoppiato il fatturato (a circa 130 milioni di euro), raggiungendo una redditività significativa. Invece l’ebitda atteso per quest’anno è attorno ai 20 milioni di euro. In tutto questo, le collezioni primavera/estate ed autunno/inverno 26, del direttore creativo Alberto Caliri, hanno ambedue registrato un +30% facendo meglio di molti dei principali brand.

In questa fase, nonostante la transizione, alla guida manageriale del brand resterà comunque quello che è l’attuale Ceo, Livio Proli. Invece, alla presidenza è confermato Barnaba Ravanne, co-fondatore di FSI. Per quanto riguarda la gestione Fsi, Missoni ha portato il fatturato a circa 130 milioni di euro, recuperando ufficialmente i livelli pre-covid. Ora che ha raggiunto una redditività significativa, si aspetta un ebitda, per quest’anno, attorno ai 20 milioni di euro.

(fonti: Fashion Network e Il Sole 24 Ore)

Marianna Soru