La Corte d’appello di Atene ha confermato all’unanimità le condanne di ben 42 membri del partito greco Alba Dorata. L’esito della condanna è da ricondurre alla partecipazione attiva di questi ultimi a un partito che formalmente è stato riconosciuto come organizzazione criminale. Oltre i membri, la Corte ha confermato la condanna anche dell’ex deputato europeo Yiannis Lagos, il fondatore Nikolaos Michaloliakos, lo stesso che qualche mese prima aveva ottenuto il permesso di scontare il resto della sua condanna ai domiciliari, e altri cinque ex dirigenti. Per uno dei militanti più feroci del partito, Giorgos Roupakias, è stata confermata la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Pavlos Fyssas avvenuto nel 2013.
Il partito Alba Dorata, riconosciuto poi come organizzazione criminale
L’Associazione Popolare – Alba Dorata si è distinta negli anni per il suo orientamento ultranazionalista, metaxista ed euroscettico. La formazione neofascista e neonazista non era celata in alcun modo. Durante le manifestazioni, ad esempio, venivamo apertamente utilizzati simboli collegati al nazionalsocialismo e al fascismo. Nonostante i simboli e l’aperto sostegno a individui come il dittatore greco Ioannis Metaxas o ad Adolf Hitler, il partito di estrema destra ha da sempre rifiutato le suddette etichette definendosi solo «nazionalista». Pur essendo stata fondata anni prima, solo con la crisi finanziaria iniziarono a insinuarsi più saldamente in parlamento. Alle elezioni del 2015 infatti risultò il terzo partito del paese.
Solo anni dopo, il 7 ottobre 2020, il partito venne riconosciuto dalla Corte d’appello come organizzazione a delinquere e ufficialmente sciolto. Le accuse rivolte ad Alba Dorata erano molteplici e tra queste figuravano omicidio, tentato omicidio e attacchi contro migranti ed esponenti della sinistra. Fu l’ottobre successivo che Roupakias venne condannato a dover scontare 13 anni per l’omicidio del rapper e attivista antifascista Pavlos Fyssas. Tuttavia, i soggetti condannati fecero ricorso contro la sentenza, facendo iniziare nel 2022 il processo d’appello. L’esito, come accennato all’inizio, si conclude con la conferma delle condanne dei 42 membri del partito.
Stefania Cirillo





