Inizia oggi in Turchia il processo per corruzione contro Ekrem Imamoglu, ex sindaco di Istanbul e leader dell’opposizione al governo di Recep Tayyip Erdogan. Secondo molti, in rinvio a giudizio ha un forte valore politico, ed è volto a impedire all’ex primo cittadino di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2028.

La procura chiede per lui una condanna a 2.352 anni di detenzione e il procuratore capo che ha istruito il caso, Akin Gurlek, è stato nominato lo scorso mese ministro della Giustizia. Il presidente turco ha elogiato il modo in cui si sono svolte le indagini e, attraverso i media a lui asserviti, ha cercato di infangare il nome del suo avversario, nonoatante, in teoria, le accuse sarebbero coperte dal segreto istruttorio.

Tutto il processo, d’altronde, è stato impostato negando a Imamoglu la presunzione di innocenza, e la stampa filogovernativa descrive l’imputato come il capo di un’associazione a delinquere. In un atto d’accusa lungo quasi quattromila pagine, inoltre, la procura sostiene che l’ex sindaco abbia architettato un sistema di riciclaggio per arricchirsi e finanziare la propria campagna per le presidenziali.

Chi è Ekrem Imamoglu, il rivale di Erdogan ora sotto processo

Le autorità hanno arrestato Imamoglu nel marzo dello scorso anno, pochi giorni prima che il suo Partito popolare repubblicano (CHP), lo scegliesse come candidato alle prossime elezioni. Il presidente Erdogan è in carica dal 2014: essendo al terzo mandato, non potrebbe più ricandidarsi, a meno che non vi siano delle elezioni anticipate. Molti osservatori sono pronti a scommettere che il leader autoritario le convocherà prima, proprio per avere la possibilità di ripresentarsi

Ekrem Imamoglu è stato eletto per tre volte sindaco di Istanbul, capitale economica della Turchia. Nel 2019 si era imposto con una maggioranza schiacciante; Erdogan aveva annullato la tornata elettorale, facendo ripetere le votazioni, che avevano confermato l’esito delle precedenti. La vittoria nel 2024 lo ha confermato come miglior candidato possibile per le presidenziali del 2028 e, proprio per questo, il governo ha deciso di correre ai ripari, tentando di neutralizzarlo.

Federica Checchia