Si riapre la causa contro Live Nation negli Stati Uniti, a seguito del rifiuto da parte di trenta paesi americani di sottoscrivere un accordo.

Il Dipartimento di Giustizia ha accusato Ticketmaster e la sua società madre Live Nation di aver abusato del loro potere nel mercato degli eventi dal vivo per creare un monopolio illegale. L’azione legale era stata avviata nel 2024 e sostiene che la società aveva utilizzato il monopolio per contribuire a soffocare la concorrenza, dominare il mercato dei biglietti e guadagnare denaro dai fan attraverso prezzi elevati e supplementi. L’udienza è partita il 3 marzo a Manhattan, ma a distanza di una settimana, le due parti hanno raggiunto un accordo transattivo provvisorio che avrebbe visto Live Nation implementare modifiche alla sua struttura, al fine di evitare che venisse separata da Ticketmaster.

La causa del Dipartimento di Giustizia contro Live Nation e Ticketmaster

Secondo l’Associated Press, il processo riprenderà nella giornata di domani, 16 marzo, dopo che più di trenta paesi degli Stati Uniti hanno deciso di non unirsi al Dipartimento di Giustizia nell’accordo, al quale hanno aderito Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, Carolina del Sud e Dakota del Sud. I restanti trentadue stati querelanti ed il Distretto di Columbia hanno invece scelto di portare avanti il processo, con il procuratore generale del Massachusetts Andrea Joy Campbell che ha affermato:

“L’accordo del Dipartimento di Giustizia è ben lontano dal proteggere consumatori, artisti e locali dai danni causati da Live Nation e Ticketmaster. La causa sostiene che Live Nation richiede agli artisti di utilizzare i suoi servizi di promozione dei concerti se vogliono esibirsi nei luoghi di sua proprietà e che domina i servizi di biglietteria attraverso contratti esclusivi e di lunga durata con le principali sale da concerto. L’avvocato che rappresenta Live Nation ha sostenuto che la società non ha mai fatto minacce, realizza profitti minimi e deve ancora lottare per ogni accordo che fa perché il mercato è più competitivo che mai.”

Nell’udienza tenutasi all’inizio del mese il Dipartimento di Giustizia ha affermato inoltre che Ticketmaster gestiva la biglietteria per l’86 percento delle principali venue negli Stati Uniti, mentre Live Nation ha respinto le affermazioni definendole “scelte a caso” locali che presentavano una rappresentazione distorta del panorama della biglietteria.