Il primo turno delle elezioni municipali svoltesi in Francia questa domenica si è rivelato importante per comprendere l’andamento dei partiti a livello locale e nazionale. In vista delle elezioni presidenziali che si svolgeranno nel 2027, infatti, sono emersi due aspetti da osservare. In primo luogo il partito di estrema destra, Rassemblement National (RN) e il partito di estrema sinistra, La France insoumise (LFI).
Le elezioni municipali in Francia ci rivelano l’andamento della politica
La Francia è ufficialmente tornata alle urne per il primo turno delle elezioni municipali 2026, un appuntamento che si mostra cruciale non solo per la politica locale, ma anche per ipotizzare un possibile andamento per le presidenziali del 2027. Tuttavia, alle urne si è verificato un tasso di astensione relativamente alto. Le causa sono da ricondurre a una sfiducia ormai radicata della politica e la percezione della bassa incidenza del voto. Poi, più in generale, il quadro nei piccoli comuni appare già delineato. Contrariamente, nelle grandi città come Lione, Marsiglia e Parigi l’esito è ancora incerto.
Attualmente, il socialista Emmanuel Grégoire è in testa a Parigi e, subito sotto, troviamo la conservatrice Rachida Dati. A Lione e Marsiglia, invece, i distacchi sono minimi tra i candidati. Nell’ultima città, infatti, c’è un testa a testa tra il sindaco uscente di sinistra e il candidato del Rassemblement National.
Dagli ultimi avvenimenti significativi avvenuti in Francia sembra che l’opinione pubblica stai favorendo maggiormente i partiti più radicali presenti nello spettro politico. Infatti, da un lato abbiamo il Rassemblement national che sta consolidando la sua presenza soprattutto a livello locale. In contrapposizione vi è l’estrema sinistra con La France Insoumise che sembra stia mostrando progressi soprattutto nei centri urbani del nord e, in particolar modo, tra gli elettori giovani. Lo scenario complessivo rivela concretamente quanto il sistema politico stia diventando sempre più polarizzato e frammentato. Attualmente bisogna attendere domenica prossima per scoprire i nuovi equilibri del Paese e soprattutto quale direzione ha intenzione di prendere.
Stefania Cirillo





