Ryan Gosling, attore rivelazione ormai degli ultimi 10 anni, capace di spaziale dal dramma sentimentale al musical comedy, è il protagonista di L’ultima missione: Project Hail Mary. Un film gigantesco, dal punto di vista tecnico e narrativo. Definito dalla critica come ‘il nuovo blockbuster contemporaneo’, il film sci-fi promette di lasciare tutti a bocca aperta. E se già questo non vi avesse convinto ad eseprirne la storia al cinema, con la bellezza del grande schermo, sveliamo alcuni retroscena del film.
Non un qualsiasi film nello spazio
Incominciamo dicendo che il film è basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir, autore di “The Martian“, quel film rosso terracotta, con protagonista Matt Demon e co-prodotto e diretto da Ridley Scott. In tema di viaggi nello spazio siamo quindi in mani sicure, ma quello di Project Hail, non è un film nello spazio ‘qualsiasi’. The Martian era tratto dal libro del 2011 di Andy Weir, con una sceneggiatura adattata da Drew Goddard, la stessa combinazione che ha dato vita a questo nuovo film. Giusto. Ma trae elementi salienti anche da alcuni ‘antenati’, come: 2001: Odissea nello spazio, Interstellar, Silent Running, un pizzico di Ad Astra, il cuore di E.T. l’extra-terrestre, il linguaggio di Incontri ravvicinati del terzo tipo e l’isolamento di Gravity. Essere veramente originali, creare qualcosa di fresco e nuovo in questo genere ormai inflazionato, è quindi un’impresa ardua. Ma Project ce la fa!

Incontro tra IMAX e umanità
Ciò che i registi Phil Lord e Christopher Miller ( Spider-Man: Into the Spider-Verse, 21 Jump Street, The Lego Movie ) riescono a realizzare, grazie allo spettacolo delle grandi telecamere IMAX, è quasi un miracolo. È un film imponente, ma non dà l’impressione di essere epico, anche se la trama, in apparenza, sembra la trama di uno qualsiasi dei tanti film catastrofici che abbiate mai visto. Per fortuna non è così. In sostanza, il sole sta per spegnersi, portando con sé tutta la vita. Non c’è modo di salvarci a meno che non si trovi la persona giusta, disposta a rinunciare a tutto, probabilmente anche alla propria vita, a viaggiare decenni nel futuro, a 12 anni luce dalla Terra, e a ideare la formula per fermare questa apocalisse. In questo film tuttavia non c’è bisogno di supereroi, ma di un uomo normalissimo. Variety così parla dell’opera: “Realizzato per il formato IMAX, Project Hail Mary è un film che centra in pieno l’obiettivo: un’opera di fantascienza divertente e coinvolgente che suggerisce come, pur vivendo in mondi diversi, per salvarci da noi stessi dobbiamo unirci ora più che mai”.
Guillermo del Toro invece commenta:“Quello che Phil e Chris hanno fatto qui – la quantità di scenografie, effetti speciali e pupazzi PRATICI – è semplicemente meraviglioso da vedere, così stimolante da tenere in mano – è un obiettivo, un’aspirazione e un impegno. Specialmente ora – così tanto – ora”.
Cast spaziale
Nel cast ci sarà un talentuosissimo Ryan Gosling, ma non solo. A seguire vediamo anche Lionel Boyce (The Bear), Ken Leung (A.I. – Intelligenza artificiale) e Milana Vayntrub (A cena con il lupo – Werewolves Within). Invece i produttori esecutivi sono Amy Pascal, Gosling, Lord, Miller, Weir, Aditya Sood e Rachel O’Connor. Una squadra spaziale che sembra aver già convinto tutti. Non resta che correre al cinema, varcando nuove frontiere, della Terra e della cinematografia.
Non ci sono green screen
“La cosa divertente del film è che non c’è alcun green screen. Non è stato utilizzato un solo green screen o blue screen”, ha detto Christoper Miller, regista dell’opera, a ComicBook durante il tour promozionale del film. “L’intera nave è stata costruita come un set dall’interno. Avevamo una sezione enorme dell’esterno della nave che abbiamo ricostruito. [Il personaggio alieno Rocky] era davvero con noi in ogni momento. Ed è questo che rende il tutto reale e naturale”. Miller si è poi rivolto a X per chiarire che “niente green screen” non significa “niente effetti visivi” e che “in effetti, nel film (2018!) c’erano migliaia di riprese con effetti visivi”.
“A volte si usa il green screen al posto della costruzione di set o della scelta anticipata di location e illuminazione, il che può essere evidente se non fatto con attenzione, ed è qualcosa che non volevamo fare”, ha spiegato Miller. “Abbiamo costruito l’intero interno della nave Hail Mary, ma all’interno della nave c’erano ancora fili e burattinai rimossi, e il soffitto sostituito, ecc.”
Leggi il nostro articolo completo sull’uso assente dei green screen.
L’ultima missione: Project Hail Mary sarà nelle sale italiane a partire da oggi 19 marzo, distribuito da Eagle Pictures.
Doriana Gatta





