Israele afferma che una raffineria di petrolio nella città settentrionale di Haifa è stata colpita da un attacco missilistico iraniano, ma non sono stati segnalati danni “significativi”. La raffineria di Haifa la più grande e importante struttura di carburante di Israele, che fornisce circa il 50-60% del carburante del paese (circa il 60% di diesel, 50% di benzina).
Questa raffineria fornisce fino al 60% del diesel e circa il 50% della benzina, e produce circa 197.000 barili al giorno, cioè una parte significativa dei carburanti per trasporti, aviazione e militari di Israele dipende da essa.
All’interno dell’edificio erano presenti materiali infiammabili che hanno provocato l’incendio. Tra le 15 e le 20 squadre dei vigili del fuoco stanno operando sul luogo. È stato escluso il rischio di una fuoriuscita di sostanze pericolose. L’Idf ha reso noto che le truppe stanno conducendo operazioni di ricerca e fornendo assistenza ai civili sul posto. (
In una dichiarazione rilasciata giovedì, il ministro dell’Energia Eli Cohen ha affermato che l’erogazione di energia elettrica è stata brevemente interrotta a seguito dell’attacco all’impianto della Oil Refineries Ltd, per poi essere ripristinata per la maggior parte degli utenti.
Questa settimana, l’Iran ha preso di mira diverse infrastrutture petrolifere e del gas nella regione del Golfo in risposta all’attacco israeliano al giacimento di gas offshore di South Pars, avvenuto mercoledì.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato giovedì che il suo Paese non mostrerà “alcuna moderazione” se le sue infrastrutture verranno nuovamente colpite, mentre l’attacco israeliano al giacimento di gas di South Pars continua a suscitare condanne.





