Trump stamani ha minacciato: “Distruggeremo South Pars se Teheran attaccherà ancora il Qatar”.  Lo ha assicurato il presidente USA all’indomani del raid dello Stato ebraico sul più importante giacimento di gas del mondo. “Spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente” ha scritto il presidente Usa su Truth, “Israele ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell’intero impianto è stata colpita”. “Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco” ha aggiunto Trump smentendo quanto poco prima affermato da fonti della sua amministrazione, “e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, né aveva idea che sarebbe accaduto. Sfortunatamente, l’Iran non era a conoscenza di questo, né di alcun altro fatto rilevante relativo all’attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell’impianto di gas naturale liquefatto del Qatar”.

Non solo: l’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz.

Le caratteristiche del giacimento di South Pars

Sotto il profilo tecnico, South Pars è la porzione iraniana del più grande giacimento convenzionale di gas del mondo, un bacino offshore di circa 9.700 chilometri quadrati condiviso con il Qatar.

La parte iraniana copre circa 3.700 chilometri quadrati e contiene riserve stimate in 14 trilioni di metri cubi di gas e 18 miliardi di barili di condensati.

Il sito è organizzato in 24 fasi di sviluppo offshore, collegate attraverso gasdotti sottomarini al polo costiero di Assaluyeh. Qui il gas viene trattato e separato dai condensati e dal Gpl prima di essere immesso nella rete nazionale per alimentare centrali elettricheriscaldamento domestico e industria. I condensati vengono invece utilizzati come materia prima nelle raffinerie locali per la produzione di carburanti.