Rischio di un’ulteriore escalation della guerra, dopo l’ultimatum di Trump all’Iran: “Apra Hormuz in 48 ore o colpiremo le centrali nucleari”. E mentre il ministro degli Esteri di Teheran Aragchi ribadisce che lo Stretto “è aperto” e che le navi non transitano perché “le compagnie d’assicurazione temono la guerra che voi, Stati Uniti e Israele, avete iniziato”, i Pasdaran minacciano la chiusura totale se gli Usa bombarderanno le centrali nucleari iraniane. “Non appena le centrali elettriche e le infrastrutture del nostro Paese saranno prese di mira, le infrastrutture vitali, energetiche e petrolifere dell’intera regione, saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile”, ha avvertito Ghalibaf, l’influente presidente del Parlamento iraniano. “Oltre alle basi militari, anche gli enti che finanziano il bilancio militare statunitense sono obiettivi legittimi”, ha scritto Ghalibafsu X.
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l’Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono fonti ad Axios. Israele “intensificherà” le operazioni “terrestri mirate” militari in Libano, ha riferito il capo di Stato maggiore dell’esercito Eyal Zamir. Israele deve aspettarsi “diverse altre settimane di combattimenti” contro Hezbollah libanese e l’Iran: lo ha detto il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell’esercito israeliano, nel 23esimo giorno di guerra in Medio Oriente.
Teheran ha posto sei condizioni tra cui la garanzia della fine delle ostilità, la chiusura delle basi Usa e risarcimenti. Sei richieste anche da Washington: dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio.





