L’ipotesi che Puig si fonda con Estée Lauder si fa sempre più concreta, e in tanti si chiedono quale sia il destino della famiglia proprietaria. La trattativa, partita lunedì, vedrebbe la stessa famiglia come azionista di riferimento. La sua partecipazione si collocherebbe infatti tra il 19% e il 20%, secondo la testata spagnola El Confidencial.

Cosa succede alla famiglia Puig in caso di fusione con Estèe Lauder?

La famiglia catalana controlla, attualmente, ben il 77% delle azioni della società. Ad ora la capitalizzazione del colosso della cosmetica e della moda che nascerebbe dalla fusione si aggira intorno ai 34 miliardi di euro. Ma questa quota, nelle mani della famiglia catalana, potrebbe raggiungere il 20% se le azioni di classe A e B del gruppo spagnolo fossero scambiate allo stesso modo nell’operazione potenziale. Inoltre la società, inclusi gli azionisti di minoranza, potrebbe arrivare a rappresentare il 26% della società risultante, afferma la testata spagnola.

Citati dal quotidiano economico Expansión, gli analisti di Jefferies stimano che l’operazione potrebbe assumere la forma di un’OPA (ovvero un’offerta pubblica di acquisto) da Estée Lauder sul gruppo spagnolo. Stimano, inoltre, che il premio potrebbe arrivare fino al 30% rispetto alla quotazione. Puig resta comunque fermo sul fatto che per il momento non è stata presa alcuna decisione definitiva, né è stato raggiunto alcun accordo tra le parti. L’azienda ha anche sottolineato che, prima di un accordo vincolante, non si può garantire né che l’operazione si materializzi né i relativi termini.

Marianna Soru