Min Aung Hlaing, il capo della giunta militare del Myanmar, si è ufficialmente dimesso da Capo delle Forze Armate. L’obiettivo è di salire al potere e diventare il presidente del Paese. Lunedì, infatti, è stato nominato vicepresidente dalla camera bassa del parlamento durante la prima seduta svoltasi dalle elezioni avvenute tra dicembre e gennaio. In seguito spetterà al parlamento votare tra tre vicepresidenti, con il fine di sceglierne uno alla guida. Le probabilità che sia proprio Min Aung Hlaing a vincere sono alte.
In Myanmar la vittoria di Min Aung Hlaing sembra scontata
Min Aung Hlaing fu lo stesso generale che a febbraio del 2021 organizzo un colpo di stato, facendo arrestare i principali leader del partito di governo. Tra questi figurava anche Aung San Suu Kyi, la Nobel per la Pace. Successivamente, dopo aver assunto il ruolo di capo del governo, decise di introdurre lo stato di emergenza. Secondo quanto sostenuto da quest’ultimo, le elezioni svoltesi nel novembre precedente erano state vittime di frode. Pertanto decise di autoproclamarsi primo ministro, promettendo per il futuro delle elezioni libere. Le stesse elezioni tenute poi cinque anni dopo non sono apparse particolarmente in linea con la sua promessa.
La scelta di organizzare le suddette elezioni è servita alla giunta militare per legittimare il controllo sul paese. Inoltre, dal colpo di stato in Myanmar è in atto una violenta guerra civile che ha già causato migliaia di morti e almeno 3 milioni di evacuati. Ad oggi, tra partiti sciolti, leader in carcere e controllo del territorio la nomina del prossimo presidente appare più come una formalità. In attesa che venga formalmente dichiarato l’attuale presidente del Paese, Min Aung Hlaing ha ceduto il suo ruolo durante una cerimonia svolta nella capitale Naypyidaw. La scelta è ricaduta su Ye Win Oo, un veterano dell’esercito.
Stefania Cirillo





