Nel 2020, nel pieno della pandemia da Coronavirus, la Cina aveva interrotto le tratte aeree che la connettevano direttamente alla Corea del Nord. Sei anni dopo, i voli commerciali tra le due nazioni sono stati ufficialmente ripristinati e oggi, stando a quanto riportato dai media locali, un aereo della compagnia di bandiera Air China, decollato da Pechino, è atterrato nella capitale nordcoreana Pyongyang per la prima volta in oltre un lustro, alla presenza dell’ambasciatore cinese di altri diplomatici. Lo scorso 12 marzo, erano invece tornati in funzione i collegamenti ferroviari e, nel 2023, la compagnia aerea nordcoreana Air Koryo aveva già reintrodotto quelli aerei.

Il legame (aereo e terreno) tra Cina e Corea del Nord

La Corea del Nord è uno dei Paesi più isolati al mondo; visitarla era molto difficile già prima del Covid e, anche allora, il 90% dei visitatori arrivava proprio dalla Cina. La maggior parte delle strutture turistiche, sia nella capitale che nelle altre città, è dunque destinata ai turisti cinesi. Tempo fa, Simon Cockerell, general manager del tour operator Koryo Tours, ha spiegato a NK News, che ha la sua redazione a Seoul, in Corea del Sud, che ad attirarli sarebbe un senso «di nostalgia»: «C’è una tendenza per i turisti del continente a considerare la Corea del Nord semplicemente come la Cina di quarant’anni fa».

Durante gli anni della pandemia, Kim Jong-un aveva chiuso del tutto i confini nazionali, per poi ricominciare, nel 2024, pochi e limitati gruppi di turisti, prima russi e poi occidentali. La Cina, in ogni caso, rimane il principale partner commerciale del regime. Nel settembre 2025, il dittatore era diventato il primo leader nordcoreano a presenziare a un evento diplomatico insieme ad altri Paesi, e il primo ad assistere a una parata militare a Pechino. In entrambi i casi, prima di lui, l’ultimo era stato il nonno, Kim Il Sung: nel 1959 il presidente aveva partecipato a una parata in Cina e, nel 1980, ai funerali di Josip Tito, in Jugoslavia.

Federica Checchia