Il ruolo dell’Ucraina nel conflitto in Medio Oriente sta cambiando. Adesso, dopo le conferme di Volodymyr Zelensky, il Paese sta assumendo una posizione rilevante in termini di sicurezza internazionale. Il presidente ucraino, infatti, ha rivelato che il personale militare di Kiev è riuscito ad abbattere droni iraniani Shahed.

Arriva la conferma di Zelensky: droni iraniani abbattuti. Kiev cosa ne guadagna?

L’operato di Kiev rappresenta un quadro strategico più ampio volto ad aiutare i propri partner a fronteggiare le medesime tecnologie belliche utilizzate da Mosca nel conflitto in Ucraina. Zelensky, in merito a ciò, ha spiegato: «Abbiamo inviato in Medio Oriente i nostri esperti militari, tra cui specialisti in droni intercettori e guerra elettronica. Abbiamo dimostrato ad alcuni Paesi come lavorare con questi sistemi». L’abbattimento dei droni Shahed è stato definito dallo stesso presidente «un successo».

Simultaneamente, l’Ucraina è riuscita a rafforzare sia la propria presenza diplomatica che militare nella regione. Questa fortificazione è stata possibile grazie ad accordi di cooperazione a lungo termine avviati con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Oltre a ciò, è prevista anche la collaborazione tra aziende ucraine e forze armate locali per la protezione di infrastrutture strategiche. Tuttavia, i negoziati non sono limitati ai Paesi soprariportati, ma sono in corso anche con Oman, Kuwait e Bahrein. Una rappresentazione accurata della volontà di espansione dell’influenza ucraina nell’area. Ma oltre un rafforzamento della propria presenza, che altro vantaggio trae Kiev?

La posizione dell’Ucraina sta cambiando

Attraverso il supporto militare e tecnologico, infatti, l’Ucraina ha la possibilità di ottenere benefici effettivi. Tra questi figurano ad esempio forniture energetiche e accordi finanziari. Una vera e propria necessità per il Paese, soprattutto nell’attuale contesto bellico. In conclusione, Zelensky ha parlato anche di un coinvolgimento ucraino attivo in merito alla sicurezza e il funzionamento dello Stretto di Hormuz. Adesso la pozione di Kiev sta mutando, trasformandosi non solo in un Paese in grado di difendere il proprio territorio, ma esperto in competenze militari e tecnologiche.

Stefania Cirillo