Il democratico Eric Swalwell e il repubblicano Tony Gonzales hanno annunciato a poche ore di distanza le loro dimissioni dal Congresso USA, sotto la pressione crescente di colleghi di entrambi i partiti e con la prospettiva concreta di un voto di espulsione alla Camera. Una doppia uscita che trasforma due casi individuali in una crisi politica più ampia, capace di travolgere equilibri già fragili.
Per Swalwell, la decisione arriva dopo le accuse di violenza sessuale avanzate da una ex collaboratrice, che ha raccontato due episodi, uno risalente al 2019 e uno più recente, avvenuti, secondo la sua versione, in condizioni tali da impedirle di dare un consenso valido. Altre tre donne hanno denunciato comportamenti sessuali inappropriati, tra cui messaggi espliciti e l’invio di foto non richieste. Il deputato ha sempre respinto le accuse più gravi, parlando di una battaglia personale da affrontare fuori dall’arena politica, ma ha riconosciuto “errori di giudizio” e ha scelto di lasciare il seggio per evitare che la vicenda paralizzasse il lavoro parlamentare.
Fino a poche ore prima sembrava che Tony Gonzales potesse resistere. Coinvolto in un’indagine per una relazione con una collaboratrice, poi suicidatasi, aveva inizialmente respinto ogni collegamento tra la vicenda personale e la morte della donna, ammettendo solo in seguito la relazione e definendola un “errore”. Le rivelazioni sui messaggi a sfondo sessuale inviati alla collaboratrice, insieme alle accuse di aver corteggiato un’altra dipendente, avevano già minato la sua posizione. Ma è stata l’escalation politica seguita al caso Swalwell a cambiare il quadro.
Lunedì, con un messaggio dai toni personali, Gonzales ha annunciato che presenterà le dimissioni alla ripresa dei lavori della Camera. “C’è un tempo per ogni cosa”, ha scritto, segnando una resa che fino a pochi giorni prima sembrava improbabile.
Le dimissioni dei due deputati, provenienti dai due fronti opposti dell’emiciclo, arrivano in un momento di estrema polarizzazione politica negli Stati Uniti. La rapidità con cui entrambi hanno deciso di fare un passo indietro sottolinea la gravità delle accuse e la pressione crescente dell’opinione pubblica e dei vertici dei partiti rispetto ai temi della condotta morale e della responsabilità istituzionale




