È entrato in vigore a mezzanotte, ora locale, il cessate il fuoco in Libano. Ad annunciarlo il presidente degli Stati uniti Donald Trump su X ieri sera: «Ho avuto un’eccellente conversazione con lo stimatissimo presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu. I due leader si sono messi d’accordo sul raggiungimento della PACE tra i due paesi, cominceranno formalmente un CESSATE IL FUOCO di 10 giorni», ha scritto Trump, senza mai nominare Hezbollah nel messaggio che ha quindi chiuso attribuendosi la «risoluzione di nove guerre nel mondo, e questa sarà la decima».
Dopo l’annuncio, Trump ha detto di voler invitare Aoun e Netanyahu alla Casa bianca per «il primo negoziato sensato dal 1983», senza specificare però una data. Poco prima delle 7, Trump aveva annunciato che i due si sarebbero parlati senza intermediari ieri in serata, ma la presidenza libanese aveva prontamente smentito. «Abbiamo un’opportunità storica di concludere un accordo con il Libano. (…) La nostra principale esigenza è che Hezbollah sia smantellato», ha in serata dichiarato Netanyahu, che ha chiarito ogni dubbio su un’eventuale ritiro dal sud del Libano: «Dove siamo, resteremo!».
Un cessate il fuoco in bilico tra Israele e Libano
L’esercito libanese ha denunciato, però, che nella notte di venerdì ci sarebbero stati alcuni israeliani, poche ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato tra Beirut e Tel Aviv. In un comunicato, le forze armate libanesi hanno dichiarato di aver registrato “diversi attacchi israeliani, oltre a bombardamenti intermittenti che hanno colpito una serie di villaggi” in quelli che descrivono come “violazioni dell’accordo”. A seguito di questi attacchi, l’Esercito ha chiesto alla popolazione di astenersi dal tornare nelle località del sud del Paese. Il servizio di allerta israeliano ha registrato un possibile attacco nel nord di Israele, molto vicino al confine con il Libano, un’ora dopo l’entrata in vigore della tregua temporanea, nonostante Hezbollah non abbia rivendicato alcun bombardamento e l’esercito israeliano non si sia pronunciato al riguardo.
Nel frattempo..
Tra l’Iran e gli Stati Uniti nel frattempo proseguono le trattative sotto l’egida del Pakistan per organizzare una seconda tornata di negoziati, dopo il fallimento della prima a Islamabad lo scorso fine settimana, con l’obiettivo di porre fine in modo definitivo alla guerra.
L’influente capo dell’esercito pakistano Asim Munir era in Iran giovedì per incontrare il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, considerato il principale interlocutore da parte di Teheran. Di fronte a un conflitto che ha causato migliaia di morti, principalmente in Iran e in Libano, dall’offensiva israelo-americana lanciata il 28 febbraio, e che sta scuotendo l’economia mondiale, il mondo spera almeno in una proroga di due settimane del cessate il fuoco, in vigore dall’8 aprile. Per il momento non è stata fissata “alcuna data” per un secondo round di discussioni, ha indicato il portavoce del ministero degli Affari esteri pakistano. L




