Alcune e-mail tra alti funzionari del Pentagono, portato a galla dalla Reuters, evidenzia le opzioni che gli Trump potrebbe adottare per “punire” gli alleati della Nato che non hanno sostenuto Washington nella guerra contro l’Iran. Tra queste c’è la sospensione della Spagna dall’Alleanza e una revisione della posizione degli Usa sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland. Il tycoon ha ripetutamente insultato Starmer per la sua riluttanza a partecipare alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran dicendo che «non è un Winston Churchill» e descrivendo le portaerei britanniche come «giocattoli». Secca la replica di Downing Street: «La sovranità delle isole Falkland è del Regno Unito», ha commentato un portavoce.

La Spagna, in particolare, non ha autorizzato gli Usa a utilizzare le proprie basi e il proprio spazio aereo per attaccare l’Iran. Nasce da qui l’urgenza di una “ritorsione” contro il governo socialista spagnolo. L’opzione di sospendere Madrid dall’alleanza avrebbe, sottolineano i funzionari del Pentagono, un impatto limitato sulle operazioni militari statunitensi ma un alto valore simbolico. «Non prendiamo in considerazione scambi di e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative» ha risposto il premier spagnolo Pedro Sanchez a margine del vertice Ue informale di Cipro. La Nato ha invece fatto sapere che i trattati non prevedono alcuna disposizione per sospendere l’adesione di un Paese membro.

In reazione alla notizia, la segretaria generale della forza di sinistra Podemos, Ione Belarra, ha esortato il premier spagnolo Pedro Sanchez a «uscire immediatamente dalla Nato» con «una decisione sovrana», poiché sarebbe «un’enorme umiliazione» se il presidente statunitense Donald Trump espellesse il Paese dall’Alleanza, dopo le indiscrezioni della Reuters in tal senso.

«Quello che più mi preoccupa è la risposta del presidente» Pedro Sanchez, ha aggiunto Belarra. «Come abbiamo detto questa settimana» al Congresso «credo che il nostro Paese, un Paese che si ritiene una democrazia, abbia il diritto e il dovere di aprire un dibattito» sulla permanenza nell’Alleanza atlantica «e noi spagnoli dobbiamo poter decidere se vogliamo e meno far parte della stessa squadra geopolitica del signor Trump».

Tra le “ultime della lista nera di Trump” potrebbe comparire anche l’Italia. Nonostante l’incremento delle spese fino al 2% del Pil, Roma è tra gli alleati Nato ancora lontani dal nuovo target fissato dall’amministrazione Trump. Il presidente Usa ha attaccato l’Italia per il mancato via libera all’utilizzo della base aerea di Sigonella, in Sicilia. “L’Italia non ci ha sostenuto, quindi noi non sosterremo loro!”, ha scritto nei giorni scorsi il leader americano sul suo social Truth.