Quando, qualche giorno fa, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato la gestione statunitense delle trattative con l’Iran, tutti ci siamo chiesti quanto ci avrebbe messo Donald Trump a replicare nel suo solito modo “colorito” e, anche questa volta, non si è tirato indietro. Mercoledì, il presidente ha lanciato un’aperta minaccia contro la Germania, alleata della NATO, lasciando intendere che potrebbe presto ridurre la presenza militare degli USA nel Paese.
La minaccia di Trump contro Merz
Il tycoon non ha per niente gradito le parole del politico tedesco che, all’inizio della settimana, ha affermato che il regime iraniano starebbe “umiliando” gli USA, esprimendo le proprie perplessità circa la mancanza di strategia di Washington. Via social, Trump ha risposto: “Gli Stati Uniti stanno studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania. Una decisione in merito verrà presa a breve”.
Durante il suo primo mandato alla Casa Bianca, in realtà, Trump si era già adoperato per ridurre il numero di truppe statunitensi in Germania, sostenendo che il Paese spendesse troppo poco per la difesa. Nel giugno 2020, aveva annunciato il ritiro di circa 9.500 dei circa 34.500 soldati americani, ma il processo non aveva mai avuto inizio. Joe Biden, in seguito, aveva bloccato formalmente la misura.
Le preoccupazioni dell’Europa sullo Stretto di Hormuz
A marzo, pochi giorni dopo l’inizio dei bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran, Merz aveva incontrato il presidente alla Casa Bianca. In quell’occasione, il cancelliere si era detto pronto a collaborare con il governo statunitense per definire una strategia da adottare. Aveva espresso, tuttavia, la preoccupazione riguardo al fatto che un conflitto prolungato potesse causare gravi danni all’economia globale.
La sua apprensione, come quella di molti altri leader europei, è cresciuta ulteriormente poiché Stati Uniti e Iran non hanno ancora raggiunto un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la via navigabile cruciale attraverso la quale, prima dell’inizio della guerra, transitava circa il 20% delle forniture petrolifere mondiali. Di fatto, lo Stretto è chiuso dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio. «In Germania e in Europa stiamo soffrendo considerevolmente per le conseguenze, ad esempio, della chiusura dello Stretto di Hormuz», ha dichiarato Merz mercoledì, poche ore prima che Trump pubblicasse la sua minaccia sui social media. «A tal proposito, esorto a risolvere questo conflitto».
Il tycoon, dal canto suo, non ha nascosto la sua frustrazione nei confronti del leader tedesco. Già martedì, prima della sua ultima invettiva, ha scritto: “Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non sa di cosa parla! Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti!”.
Federica Checchia





