Lo stretto di Hormuz è stata chiuso dopo essere stata brevemente riaperto dall’Iran venerdì. Rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non revocheranno il blocco dei porti iraniani, ha dichiarato la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. “Vi avevamo avvisati, ma non ci avete dato retta. Ora godetevi il ritorno della situazione dello Stretto di Hormuz al suo stato precedente”, ha scritto sul social X il funzionario di Teheran Ebrahim Azizi. “Non possono ricattarci”, è stato il commento di Trump che ha poi minimizzato: “Sta andando tutto per il meglio: hanno fatto i furbi, come fanno da 47 anni, ma stiamo avendo ottimi colloqui“.

La mossa è stata presentata come una ritorsione contro il blocco statunitense sui porti iraniani. Secondo l’agenzia di sicurezza britannica UKMTO, motovedette del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbero aperto il fuoco contro una petroliera nel tentativo di impedirne il passaggio.

La Repubblica islamica ha chiesto “un accordo quadro” prima di sedersi al tavolo di nuovi colloqui, denunciando una posizione “massimalista” da parte di Washington. Nel frattempo, solo 8 navi hanno potuto sfruttare l’intervallo di tempo tra una chiusura dello Stretto di Hormuz e l’altra per lasciare il Golfo persico. Tra queste, c’è anche la nave da crociera Msc Euribia, bloccata dall’inizio conflitto a Dubai, che è riuscita a entrare nel Golfo di Oman in direzione Muscat. Ma le altre imbarcazioni che hanno tentato di compiere lo stesso tragitto sono state fermate dal fuoco delle Guardie rivoluzionarie.

Una petroliera e una nave portacontainer sono state attaccate al largo delle coste dell’Oman, ha riferito l’UK Maritime Trade Operations (UKMTO). Si tratta dei primi attacchi a navi segnalati nella regione da oltre 10 giorni.

Gli Stati Uniti, intanto, sono pronti a reagire: secondo il Wsj, infatti, l’esercito americano si starebbe preparando ad abbordare nei prossimi giorni navi legate all’Iran. Se l’accordo per il passaggio sicuro delle navi a Hormuz è già saltato, lo stesso si può dire della tregua siglata tra Israele e Libano.