La Casa Bianca ha assicurato al Congresso, in una lettera inviata venerdì, che le ostilità con l’Iran sono “cessate”, nonostante la continua presenza di forze armate statunitensi nella regione. Il messaggio del presidente Donald Trump aggira di fatto la scadenza legale del 1° maggio, termine ultimo per ottenere l’approvazione del Congresso per continuare la guerra contro l’Iran. Tale scadenza era già fissata e sarebbe trascorsa senza un intervento da parte dei legislatori repubblicani, che si stanno rimettendo alla decisione del presidente.
In una lettera allo speaker della Camera Mike Johnson alla scadenza dei 60 giorni che obbligano il presidente a chiedere l’autorizzazione per continuare la guerra, Trump afferma: «le ostilità iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate. Non ci sono stati scambi di colpi fra le forze americane e quelle iraniane dal 7 aprile. Continuerò a dirigere le forze armate in linea con le mie responsabilità e ai sensi della mia autorità costituzionale di condurre le relazioni estere degli Stati Uniti e in qualità» di commander-in-chief. La Casa Bianca ritiene che il cessate il fuoco sospenda il limite dei 60 giorni, aggirando così la necessità di un’autorizzazione congressuale.
La lettera mette in luce in modo lampante l’audace, ma legalmente discutibile, affermazione del potere presidenziale che è al centro della guerra di Trump, iniziata due mesi fa senza l’approvazione del Congresso.
“Le ostilità iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate”, ha scritto Trump al presidente della Camera Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, e al senatore Chuck Grassley, repubblicano dell’Iowa, presidente pro tempore del Senato.
“Nonostante il successo delle operazioni statunitensi contro il regime iraniano e i continui sforzi per garantire una pace duratura, la minaccia rappresentata dall’Iran per gli Stati Uniti e le nostre forze armate rimane significativa”, ha affermato il presidente repubblicano.
I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono «terminate» e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. «Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Trump è entrato questa guerra senza strategia e senza un’autorizzazione legale e quanto ha detto al Congresso non cambia nessuna delle due cose», ha detto la senatrice democratica Jeanne Shaheen. «Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici», ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer.





