L’Ucraina, seppur variando per le motivazioni, è da tempo al centro delle notizie. Il focus è tendenzialmente legato alla guerra contro la Russia o a questioni legate all’Unione europea. Ognuno di questi fattori è determinante per la sicurezza o lo sviluppo del Paese, tuttavia esistono altre questioni interne che rischiano di passare inosservate malgrado la loro importanza. Il dibattito riguarda proprio il disegno di legge n. 15150 che continua a non contenere alcuna tutela per le coppie LGBTQ+, nonostante la necessità di doversi allineare alle pratiche UE per entrare a far parte del blocco degli Stati membri, proprio come riporta Gwara Media.
L’Ucraina è ancora lontana dalla tutela delle coppie LGBTQ+
Il 28 aprile il Parlamento ha approvato, con il sostegno di 254 deputati su 306 presenti, una versione alternativa del Codice Civile. L’intenzione era di andare a modificare la bozza originale n. 14394, diventata oggetto di critiche da parte dell’opinione pubblica, di avvocati e di alcuni legislatori. La disposizione precedente, infatti, consentiva il matrimonio all’età di 14 anni. Il testo attualmente promosso in prima lettura, pur rimuovendo la disposizione, non ha apportato modifiche sostanziali ad altri punti similmente discussi.
Il disegno di legge, infatti, mantiene il termine “buoni costumi” che appare in diverse disposizioni della legge sul matrimonio. Ciò significa che un tribunale, ad esempio, può adottare misure volte a riconciliare i coniugi, a patto che queste rispettino i “buoni costumi”. Il termine, a causa della sua “elasticità”, potrebbe causare non pochi problemi come riportano anche alcune associazioni come KyivPride. Il rischio, quindi, è che venga imposta una visione morale conservatrice sulla vita privata dei cittadini.
Attraverso il nuovo testo le coppie dello stesso sesso continuano ad essere escluse dalla sfera del diritto di famiglia e, congiuntamente, le persone trans corrono il rischio di veder revocati matrimoni svolti legalmente. L’Ukraine Pride risponde duramente, affermando: «La bozza del nuovo codice civile contraddice la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la giurisprudenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), i requisiti dell’UE nell’ambito del processo negoziale sui diritti umani». Ribadiscono inoltre: «Le istituzioni europee richiedono direttamente il riconoscimento giuridico e la protezione delle coppie dello stesso sesso. Questo è previsto dalle decisioni CEDU, dagli obblighi dell’Ucraina nell’ambito dell’integrazione europea, dalla tabella di marcia dello stato di diritto». Eppure, un fattore così determinante è stato ignorato.
Mobilitazione delle organizzazioni affinché il testo non passi
Anna Sharyhina, presidente di KyivPride, ha dichiarato: «Vediamo come i paesi totalitari intorno all’Ucraina stiano adottando leggi per “contrastare la propaganda omo e trans” su istigazione della Russia. Non so se esserne felice o meno, ma i deputati ucraini sono più astuti – Putin sarebbe fiero di voi – hanno incluso nel nuovo Codice Civile tutta una serie di disposizioni che limiteranno completamente i diritti umani della comunità LGBTIQ+ al matrimonio e persino alle unioni civili».
Anche se l’intenzione avanzata dall’Ucraina è quella di allontanarsi dal sistema fortemente autoritario della Russia di Putin, continuare a non tutelare le persone LGBTQ+ significa avvicinarsi al medesimo modello. Qualora il disegno di legge passasse alla seconda lettura del parlamento e ottenesse la firma del presidente ucraino Zelensky, diventerebbe legge. Per questa ragione il 17 maggio, durante la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, le organizzazioni ucraine hanno intenzione di mobilitarsi affinché il disegno di legge non passi.
Stefania Cirillo





