L’attrice de Il diavolo veste Prada 2 ha dichiarato in una recente intervista di apprezzare la complessità del suo personaggio. Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep, ha sempre resistito a facili categorizzazioni: da capo scontrosa a personaggio profondamente comprensivo. La complessità di un personaggio non è che un dono per il cinema moderno… questo l’attrice lo sottoscrive con forza.

La celebrazione di una visione realistica

Durante una conversazione con il programma radiofonico Hits Radio Breakfast Show, l’intervistatrice Fleur East ha commentato il sequel. In particolare ha sottolineato come il film esplori ulteriormente un lato più tenero della direttrice di Runway in un modo che risulta particolarmente intimo. L’attrice risponde: “Non lo so. Credo che si ottenga una visione realistica. Penso che quando tendiamo a “marvelizzare ” i film oggigiorno – abbiamo i cattivi e abbiamo i buoni – e diventa davvero noioso.” Meryl Streep continua: “E la cosa davvero interessante della vita è che alcuni eroi hanno dei difetti e alcuni cattivi sono umani, interessanti e hanno i loro punti di forza. Ecco cosa mi piace di questo [film]. È più caotico.”

Nel film il conflitto tutto interno

Diversamente da come alcuni critici hanno scritto, in questo film il conflitto c’è eccome. Scompare la lotta di classe tra il capo e la stagista ma questo film è tutt’altro che pacifico. Solo che stavolta il conflitto è tutto interiore ai personaggi. Quello di Meryl Streep è il personaggio più mutato, ambivalente, e internamente conflittuale de Il Diavolo Veste Prada 2. Ecco che la “marvelizzazione” in questo sequel sfuma trionfalmente, per un racconto umano, realistico e sincero.

Il nuovo capitolo prosegue il rapporto conflittuale tra Andy Sachs (Anne Hathaway), ex assistente e ora quasi protetta, e la regina indiscussa della rivista patinata. Mentre Miranda si trova ad affrontare le proteste del pubblico e le pressioni di un settore editoriale in crisi, Andy cerca ancora una volta di ottenere la sua approvazione, perseguendo con tenacia il suo rigoroso impegno nel giornalismo d’inchiesta. Il sequel riunisce anche Emily Blunt, Stanley Tucci, Tracie Thoms e Tibor Feldman. Abbiamo poi Kenneth Branagh, Simone Ashley, Lucy Liu, Justin Theroux, BJ Novak, Pauline Chalamet, Rachel Bloom, Patrick Brammall, Conrad Ricamora e Lady Gaga. Sebbene alcune recensioni siano state poco entusiastiche, il film ha riscosso un grande successo di pubblico sia al botteghino che presso l’opinione pubblica, battendo ogni record.

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Doriana Gatta