Il Giappone sta compiendo dei passi in avanti vero l’impiego concreto dell’IA. Il governo, infatti, a seguito della Golden Week -periodo festivo primaverile tra il 29 aprile e il 5 maggio- ha intenzione di diffondere un programma pilota per Gennai. Quest’ultima si configura come una piattaforma di intelligenza artificiale generativa rivolta a circa 180.000 dipendenti pubblici suddivisi in 39 agenzie differenti. L’obiettivo, riferisce il governo, è di aumentare l’efficienza e consolidare l’integrazione dell’IA.
Il Giappone progredisce con l’impiego dell’IA
A seguito di critiche secondo cui il Paese, rispetto ad altre nazioni, sia rimasto indietro nello sviluppo e nella diffusione di questa tecnologia, il governo ha deciso di accelerare la sua adozione. L’intenzione, in aggiunta, è anche quello di incoraggiarne l’uso e gli investimenti da parte del settore privato. Inizialmente il governo ha approvato a dicembre un piano concernente la legge sull’IA, poiché lo Stato ha ritenuto opportuno assumere la guida nell’uso proattivo dell’IA.
In seguito il primo Ministro Sanae Takaichi ha incoraggiato i dipendenti pubblici a «svolgere il proprio lavoro in modo creativo e dimostrare al pubblico il valore di un’IA affidabile». Il sistema, infatti, può occuparsi di redigere bozze di risposte parlamentari che, come riferisce il Japan Times, sono in grado di mantenere coerenza con le risposte rilasciate in passato. In aggiunta può anche presentare eventuali domande di approfondimento cosicché la mole di lavoro possa giovarne.
Gennai, il cui nome fa riferimento a “generative AI” e a Hiraga Gennai -più eclettiche e poliedriche del Giappone del periodo Edo-, è stata sviluppata dall’Agenzia Digitale. Il programma include oltre 30 applicazioni dalle funzioni più variegate: si passa dalla traduzione alla generazione di documenti. Il programma pilota, essendo destinato solo ai dipendenti pubblici, sembra fungere come ulteriore rassicurazione per le possibile fughe di segreti statali. Un primo test condotto tra gli interessati, è emerso che circa l’80% ha riscontrato un contributo attivo nel proprio lavoro. Prima del suo possibile lancio nel 2027, il governo ha intenzione di lavorare attivamente su eventuali criticità affinché possa rappresentare un aiuto concreto. Hisashi Matsumoto, il primo Ministro per il Digitale, ha affermato: «Io stesso farò in modo che l’IA rediga le mie risposte parlamentari e prenderò l’iniziativa nell’utilizzarla».
Stefania Cirillo





