Francesco Dolci, con il quale Pamela Genini era al telefono prima di essere uccisa dall’ex fidanzato il 14 ottobre del 2025, nel suo appartamento di Milano, è ufficialmente indagato per la profanazione della tomba della donna e per vilipendio di cadavere. Mercoledì, i carabinieri di Bergamo lo hanno interrogato, alla presenza della sua legale; subito dopo, hanno perquisito la sua casa a Sant’Omobono Terme. A far scattare il procedimento sono state le deposizioni di alcuni testimoni e l’esame delle immagini delle telecamere del cimitero, incluse quelle relative ai giorni precedenti al 23 marzo.
La scoperta della profanazione della tomba di Pamela Genini
Proprio quel giorno, infatti, alcuni operai che lavoravano nel cimitero di Strozza, nei pressi di Bergamo, e che avrebbero dovuto trasferire il suo feretro dal loculo alla cappella di famiglia, si sono accorti di alcune viti saltate e della presenza di silicone sui bordi della bara. Poi, la scoperta agghiacciante: qualcuno ha aperto la tomba di Pamela, decapitandone il corpo e portando via la sua testa. Secondo gli esami svolti sul cadavere e sulla cassa, la profanazione sarebbe avvenuta poco dopo il funerale, il 24 ottobre 2025.
Pamela Genini aveva ventinove anni, viveva a Milano e lavorava come modella e imprenditrice. La sera del 14 ottobre, il suo ex partner Gianluca Soncin, cinquantadue anni, ora in custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, crudeltà, atti persecutori e premeditazione, l’ha brutalmente uccisa. Prima che il femminicidio si consumasse, la vittima era al telefono proprio con Dolci, ed era stato lui ad allertare la polizia.
I filmati che mostrano Francesco Dolci controllare ossessivamente la tomba della ragazza
Il gesto risalirebbe ai primi giorni di novembre ma, per gli inquirenti, avrebbero un enorme peso alcuni filmati risalenti alla notte del 18 marzo. Verso le due, questi mostrano Dolci arrivare in auto al cimitero e sostare a lungo fuori dal cancello, sul lato destro: una traiettoria che gli avrebbe permesso di osservare il loculo di Pamela. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe nutrito delle preoccupazioni in merito ai lavori che, dal 16 al 18, avevano reso necessaria la chiusura del camposanto.
In un altro video, questa volta del 19, l’impresario torna di giorno e ispeziona in maniera ossessiva il loculo, controllandolo in tre punti, che corrispondono proprio ai segni lasciati dalla manomissione. Si tratta di un tassello nella parte superiore, di una lieve scollatura sul lato inferiore e di alcuni residui di mastice nell’angolo in basso a destra e sulla tomba sottostante, vuota. Otto foto scattate dallo stesso Dolci tra il 7 novembre e il 23 marzo, evidenziano come queste tracce appaiano via via ripulite.
L’uomo, in ogni caso, nega qualsiasi responsabilità. «Non so a chi ho pestato i piedi per arrivare a una cosa del genere», ha dichiarato ai giornalisti presenti al momento della perquisizione. Ha poi aggiunto: «Questa mattina avrei dovuto portare informazioni importanti, mi hanno fermato prima. Non sono stato io». Nel frattempo, gli agenti hanno esaminato da cima a fondo anche la villetta con piscina al coperto dove, secondo Dolci, Pamela sarebbe stata in procinto di trasferirsi e dove lui custodisce ancora oggetti appartenuti alla ragazza.
Federica Checchia





