È stato uno dei locali simbolo di inclusività e creatività. Ma ora il Plastic di Milano chiude i suoi battenti. Il locale notturno, inaugurato nel 1980, ha segnato tante generazioni, e le sue mure, se potessero parlare, racconterebbero così tante storie da scriverci un libro. Inizialmente inaugurato in Viale Umbria, dove ha fatto ballare migliaia di persone dal 1980, nel 2012 ha cambiato sede spostandosi in via Gargano. Un duro colpo per la movida milanese, che perde un vero e proprio pezzo di storia.

Addio al Plastic di Milano: è la fine di un’era

Ad anticipare le motivazioni della chiusura è stato Rolling Stone. Che ha affermato che “Fonti certe vicine al locale hanno confermato la chiusura definitiva”. Nelle scorse ore, è arrivato il post su Instagram dalla pagina ufficiale. “Il 29 giugno 2025 è stata l’ultima serata del Plastic. Dal 1980 il suo orgoglio è quello di aver accolto tra le sue mura persone e storie straordinarie. È solo grazie a tutti voi che il Plastic ha fluttuato leggero e tentacolare nelle notti di Milano per oltre 4 decenni. Grazie per aver partecipato ad una festa che per noi è stata unica e sorprendente. Che la festa continui!”.

Tutti sono in cerca di spiegazioni. Infatti, anche il Corriere aveva inviato un messaggio alla “Pinky”, “una dei soci del Plastic, dove sono arrivata da cliente… ho iniziato a gestire gli ingressi del privée. È stato formativo: non facevo entrare nessuno”. Nessuna risposta o spiegazione sulla chiusura (per ora). Ciò che è certo è che Milano perde un altro pezzo di fondamenta. Dopo la chiusura del Leoncavallo, il centro sociale che ha ridato vita ad un quartiere (ma che potrebbe riaprire, come spiegato dalla gestione), è un durissimo colpo per la città. Difficile accettare la chiusura di un locale a dir poco iconico, sfrontato e sicuro. Dalle star internazionali come Freddy Mercury, i Pink Floyd, Grace Jones, Madonna e Keith Haring, alle icone queer italiane, resterà per sempre simbolo di libertà.

Marianna Soru