L’era della speranza lascia spazio a quella della convenienza economica. Ebbene sì, il punto nevralgico che incentivava l’impiego dei combustibili fossili era proprio l’instabilità delle energie rinnovabili: adesso sta avvenendo un cambio di paradigma. L’energia eolica o la solare, pur essendo mediamente più vantaggiosa del gas o del carbone, non poteva garantire una fonte di elettricità anche in assenza del sole o del vento. Un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), invece, segna un punto di svolta per il settore energetico.

Le energie rinnovabili possono produrre elettricità 24 ore su 24?

Le energie rinnovabili, quindi, possono rivelarsi una fonte affidabile indipendentemente dalle condizioni atmosferiche? Secondo il rapporto in questione pare proprio di sì. Tuttavia, per far sì che funzioni è necessario abbinare l’eolica e il solare a dei sistemi di accumulo a batteria. Questi sistemi ibridi possono competere in termini di costo con le nuove centrali a carbone. In alcune aree del mondo non si parla neanche di competizione, ma di un vantaggio nettamente superiore delle rinnovabili che, paragonate alle nuove centrali a gas, risultano essere più economiche. Il rapporto fa irrimediabilmente crollare uno dei pochi punti sfavorevoli delle energie pulite: la longevità dell’industria fossile. Ora che possiamo produrre elettricità 24 ore su 24, anche in assenza di vento o sole, cosa ci impedisce di abbandonare i combustibili fossili? La risposta breve è: nulla. Vediamo insieme perché.

L’aumento della diffusione delle rinnovabili, spiega il rapporto, pone al centro una sfida ben precisa: l’adeguatezza e la flessibilità. Per verificare che vengano rispettati questi fattori, sono stati analizzati i sistemi rinnovabili firm LCOE (Levelized Cost of Electricity). Nel pratico, è un parametro che permette di valutare il costo della fornitura di elettricità continua e affidabile generata dagli impianti fotovoltaici, dai parchi eolici e dalle batterie di accumulo (BESS). Nei luoghi in cui sussistono le condizioni climatiche necessarie per alimentare le energie pulite, associate alle batterie, il costo si aggira tra i 50 e i 75 euro per MWh. Le nuovi centrali a carbone in Cina, invece, si aggirano tra i 60 e 75 euro per MWh e, nel contesto globale, il costo raggiunge anche gli 88 euro per MWh.

Uno dei punti dolenti «non è più valido»

Nello scenario appena descritto è importante aggiungere un altro tassello strettamente legato ai costi delle batterie. Dal 2010, infatti, i sistemi di accumulo hanno raggiunto una diminuzione del 93%. Sempre secondo IRENA, i pannelli solari si sono abbassati dell’87% e l’eolico onshore del 55%. Poi, come è stato discusso ampiamente, le energie rinnovabili non subiscono oscillazioni causate da eventuali tensioni geopolitiche. I combustibili, invece, si sono rivelati instabili dal punto di vista economico e di impiego.

L’idea secondo cui le energie rinnovabili non avrebbero potuto sostituire appieno i fossili, eppure quando spiegato nel rapporto cambia le carte in tavola. L’impiego delle batterie, infatti, permette di accumulare energia nei periodi in cui le condizioni climatiche lo permettono e rilasciarlo all’occorrenza, quando si verifica un aumento della domanda o l’offerta cala. IRENA, inoltre, prevede che i loro costi subiranno ulteriori diminuzioni nel prossimo decennio. Adesso, afferma il direttore generale di IRENA Francesco La Camera, «l’argomento di lunga data secondo cui le rinnovabili non sono affidabili non è più valido».

Stefania Cirillo