Gli Emirati Arabi Uniti nel primo pomeriggio di oggi, 28 aprile, hanno annunciato a sorpresa  l’uscita a partire dal primo maggio dall’Opec e dall’Opec+, le organizzazioni che riuniscono 12 tra i principali Paesi esportatori di petrolio (l’Opec+ ha tra i membri anche la Russia).

La decisione è stata motivata dal ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail Al Mazrouei, il quale ha dichiarato che «il mondo avrà bisogno di più energia» e ha citato tra i motori della domanda anche l’espansione dei data center e dell’intelligenza artificiale. Gli Emirati Arabi Uniti prevedono di aumentare gradualmente la produzione di greggio, ha riferito l’agenzia stampa nazionale Wam.
L’appartenenza all’Opec vincola i Paesi aderenti a rispettare le decisioni dell’organizzazione in termini di aumento o calo della produzione di petrolio. Uscendo dall’Opec Abu Dhabi – che è membro dal 1967 – ha le mani libere nel decidere la sua politica di export di greggio e potrà reagire in modo più veloce alla volatilità dei mercati.

Gli Emirati Arabi Uniti sono il primo Paese del Golfo a lasciare l’alleanza in decenni. L’uscita di questo membro storico dell’Opec potrebbe creare disordine e indebolire l’organizzazione, che ha sempre tentato di mostrare unità nonostante i disaccordi interni su una serie di questioni, dalla geopolitica alle quote di produzione. L’uscita degli Emirati rappresenta una vittoria per Donald Trump, che ha accusato l’Opec di «derubare il resto del mondo» gonfiando i prezzi del petrolio.

Cos’è l’Opec

L’Opec (Organisation of the Petroleum Exporting Countries) è l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio fondata a Bagdad nel 1960. È un’organizzazione intergovernativa che decide le politiche di produzione tra i principali produttori di greggio al mondo. Ha sede a Vienna e stabilisce con decisioni collegiali le quote di export per ogni Stato membro. Decidendo se aumentare o ridurre l’offerta globale influenza la domanda/offerta di petrolio e quindi il prezzo.

I Paesi membri sono Algeria, Arabia Saudita, Congo, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Guinea Equatoriale, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria e Venezuela. L’Angola è uscita nel 2024. L’Opec plus comprende i 12 Paesi Opec più altri 10 Paesi produttori, guidati dalla Russia e – spiega Salvatore Carollo, uno dei massimi esperti di petrolio in Italia – «non è un’organizzazione formale, ma implica solo una partecipazione volontaria e non strutturata».