Dall’inserimento del primo ministro ungherese, Peter Magyar, sono iniziate le prime operazioni per andare a modificare problematiche sorte in presenza di Viktor Orbán. A seguito della rimozione del veto per il prestito destinato all’Ucraina, entrano in ballo i fondi dell’Unione europea attualmente bloccati. Per questa ragione Magyar ha intenzione di illustrare alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in che modo il congelamento dei fondi sta influenzando politicamente ed economicamente il Paese. Anche se l’intenzione è di attuare le procedure necessarie per sbloccarli, vi è il rischio che 10 miliardi di euro vadano persi.

Peter Magyar all’opera per sbloccare i fondi dell’UE, ma forse non tutte le condizioni sono possibili

L’impegno di Magyar per recuperare i 17 miliardi di euro rientranti nei finanziamenti dell’UE è attivo. Tuttavia, come accennato all’inizio, vi è il rischio che 10 miliardi della somma di cui sopra vadano persi. Il primo ministro ungherese ha discusso, in merito a ciò, di alcune controversie. «I più importanti sono i problemi legati ai progetti, come la ricapitalizzazione della Banca ungherese per lo sviluppo, la creazione di una società speciale per i progetti e il modo in cui possiamo strutturare gli investimenti nei trasporti urbani e nelle ferrovie in modo da renderli accettabili», ha spiegato. Inoltre, anche il programma di sviluppo nazionale realizzato dal governo precedente è in fase di revisione. Al termine verrà consegnato e sottoposto alla Commissione entro la fine del mese. Ciononostante, Magyar è stato chiaro: alcune condizioni rappresentano un tasto sensibile per il governo ed è alta la probabilità che non vengano attuate tutte.

Il primo ministro ha riportato come l’eliminazione delle tasse straordinarie, pur rientrando nell’interesse dell’economia ungherese, potrebbero essere impossibili da attuare a causa del bilancio odierno. Difatti, l’Ungheria si è trovata costretta a introdurre una serie di imposte su banche e nel settore energetico. Pertanto, afferma Magyar, «invierò una lettera dettagliata, in cui descriverò dove possiamo mostrare una certa flessibilità, dove questa rimane accettabile dal punto di vista dell’economia e del popolo ungherese, e dove no. Ma raggiungeremo un accordo». In aggiunta, una delegazione di alto livello della Commissione sarà diretta in Ungheria per affrontare un ciclo di negoziati dalla durata di cinque giorni riguardo i fondi congelati.

Stefania Cirillo