Questa mattina, il traffico dell’aeroporto di Helsinki è stato sospeso per tre ore (dalle 4:00 alle 7:00, ora locale), a causa della rilevazione di un drone che aveva sconfinato nello spazio aereo della Finlandia. Non è ancora chiaro di che tipo di drone si trattasse, da dove provenisse e, soprattutto, dove fosse diretto. Le forze di difesa finlandesi hanno fatto decollare aerei da combattimento e altri servizi di emergenza in risposta alla situazione. “Le nostre autorità hanno dimostrato la loro prontezza e capacità di reazione. Non vi è alcuna minaccia militare diretta contro la Finlandia”, ha scritto il presidente Alexander Stubb sui social media. Poco dopo, il ministro dell’InternovMari Rantanen ha affermato che fosse sicuro per le persone andare al lavoro e a scuola.
Drone sospetto su Helsinki: ora il traffico aereo è tornato regolare
In un comunicato stampa, il Primo Ministro Petteri Orpo ha riferito che le forze armate del Paese hanno alzato il livello di sorveglianza. “Le autorità stanno intervenendo. Le Forze di Difesa hanno potenziato le proprie capacità di sorveglianza e intervento. Esorto tutti a seguire i bollettini delle autorità”, ha scritto. Dopo la sospensione di tre ore, tuttavia, l’aeroporto ha ripreso le sue normali attività. La società che gestisce l’aeroporto ha però fatto sapere che, nel corso della giornata, potrebbero esserci ritardi e cancellazioni.
Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, nel febbraio 2022, nell’Europa del nord e dell’est si sono verificati diversi casi di sconfinamenti di velivoli e droni -sia russi che ucraini- nello spazio aereo degli Stati adiacenti. Giovedì, la prima ministra della Lettonia Evika Silinasi è dimessa per non essere riuscita a gestire uno di questi incidenti, dopo che diversi droni ucraini diretti in Russia erano entrati in territorio lettone; uno di essi aveva colpito un impianto energetico.
Mercoledì il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina invierà esperti in Lettonia per contribuire a proteggere lo spazio aereo del Paese. Nel frattempo, però, Kiev ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture russe per l’esportazione di petrolio, compresi i massicci raid sui porti di Primorsk e Ust-Luga, sul Mar Baltico.
Federica Checchia





