Le forze armate degli Stati Uniti e della Nigeria hanno ucciso Abu Bilal al-Minuki, indicato dal presidente americano Donald Trump come il numero due globale dello Stato Islamico (Isis) e “il terrorista più attivo del mondo”. Lo ha annunciato lo stesso Trump in un messaggio pubblicato su Truth Social. “Abu Bilal al-Minuki, secondo al comando dell’Isis in tutto il mondo, pensava di potersi nascondere in Africa, ma non sapeva che avevamo fonti che ci tenevano informati su cio’ che stava facendo”.

Secondo un funzionario che ha parlato a condizione di anonimato perché non autorizzato a divulgare informazioni sensibili, Al-Mainuki era considerato la figura chiave nell’organizzazione e nel finanziamento dell’ISIS e stava pianificando attacchi contro gli Stati Uniti e i loro interessi.

Secondo informazioni diffuse dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, al-Minuki, noto anche come Abu Bakr ibn Muhammad ibn Ali al-Mainuki, era nato nel 1982 a Mainok, nello Stato di Borno, nel nord-est della Nigeria. Era considerato uno dei principali responsabili delle attività dello Stato Islamico in Africa occidentale e nel Sahel e svolgeva un ruolo di coordinamento all’interno della struttura centrale del gruppo jihadista, in particolare nella direzione incaricata di supervisionare le “province” dell’organizzazione nel mondo. Washington lo aveva inserito nel 2023 nella lista dei terroristi globali appositamente designati.

al-Mainuki ha assunto la guida della branca dell’ISIS in Africa occidentale dopo l’uccisione del precedente leader del gruppo nella regione, Mamman Nur, avvenuta nel 2018, secondo il Counter Extremism Project, che monitora i gruppi militanti.

L’operazione di venerdì sera è stata l’ultimo episodio di una serie di missioni segrete all’estero annunciate da Trump quest’anno, a cominciare dal sorprendente raid notturno di gennaio per catturare ed eliminare l’allora leader venezuelano Nicolás Maduro e portarlo negli Stati Uniti, seguito quasi due mesi dopo dal lancio degli attacchi che hanno dato inizio alla guerra con l’Iran.